Manuel Agnelli
Manuel Agnelli. Still dal video “Milano Con La Peste” (2022)

Manuel Agnelli. Il neorealismo di “Milano Con La Peste”

Un video in piano sequenza girato in bianco e nero per Milano Con La Peste, ultimo estratto da Ama Il Prossimo Tuo Come Te Stesso, il debut album di Manuel Agnelli da due settimane sulle piattaforme di streaming.

È un pezzo che parla sì del lockdown, ma anche di un altro tipo di patologia. Quando cito il fatto delle persone che hanno le mascherine e io finalmente mi accorgo degli occhi – la parte più vera – è perché mi è sembrato che nel primo periodo della pandemia la gente stesse prendendo coscienza di quelle che erano le cose più importanti, che paradossalmente stesse mostrando il suo lato migliore, cosa che poi naturalmente non è più successa perché siamo rientrati in un certo modo di vedere le cose. È una canzone sulla speranza, la speranza che si possa cambiare in maniera definitiva e importante.
Manuel Agnelli, intervista

Tra gli estratti – La profondità degli abissi, Proci, Signorina Mani Avanti – la canzone si distacca da rock, urgenze, sperimentazioni e cinematografia per un classico taglio da ballad al pianoforte. Il tema è quello della pandemia, senz’altro, ma il taglio è umano e affettivo, ancor prima che sociale ed esperienziale. Scrivevamo in sede di recensione che difficilmente sentiremo, in ambito di cantautorato italiano più o meno mainstream, molti pezzi migliori su un tema che ha toccato tutti quanti così da vicino.

Il clip ha un’idea molto semplice: la cinepresa segue Agnelli – anzi lo “pedina”, come da vecchio dettame neorealista – per le strade del centro di Milano, mentre percorre via Torino tra la solita folla o indugia di notte in una piazza Sant’Alessandro completamente deserta, sul sagrato  della chiesa.

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