Madame
Madame, still da “Rosso come il fango”

Madame, “Rosso come il fango”: di che colore è il nostro sangue?

Claustrofobia e sindrome dell’impostore dovevano per forza entrare nel Disincanto di Madame, che dopo il pop trap imbevuto di synth della title track e la trappata nichilista del secondo singolo OK, accoglie in tracklist Rosso come il fango. Prodotto da Mr Monkey, il brano è l’ennesimo del rollout che a tratti sonori tutt’altro che sconvolgenti accosta un lirismo penetrante, sofferto e violento. In questo synth pop liofilizzato Francesca Calearo canta del privilegio della ricchezza, dei sensi di colpa, delle disparità sociali e del legame con le proprie radici. Il suo è come sempre un linguaggio auto-ironico e visuale, che passa dall’immaginario di una passata povertà, materiale e spirituale (“Avevo un paio di Vans con i buchi / Gli unici cash rubati dalla borsa di mamma per fumarmi le Camel / Andavo male a scuola, estati a recuperare /Già mi vedevo male, senza un’idea reale”) alla scalata sociale, tra milioni, etichette discografiche e…perdizione. Madame perde sè stessa dietro ai troppi flash, perde le proprie radici e il proprio sangue. La dedica nel ritornello, dove la ritmica si fa più vivace e le melodie più espanse, a tutti quelli che non hanno “la fortuna alla mia”, tra il proprio fratello ancora in affitto e chi  perde quaranta ore a settimana, a fare un lavoro che non gli piace, per una paga che non gli basta” sembra staccarsi dal populismo spicciolo per rappresentare invece una fase cruciale del disincanto

Visualmente, Madame prende, oltre al ruolo di protagonista, anche le redini della regia e firma il videoclip più materiale e soffocante della sua carriera. La camera fissa, posta in alto in un box doccia, riprende il corpo nudo della nostra, che se prima vernicia sè stessa e l’intero spazio di blu (il sangue del nobile), poi controbilancia con del rosso scuro (il sangue per com’è). Colore e corpo, riflettuti nei pochissimi metri quadri della doccia, tentano di ristabilire quel sudato contatto tra Madame e la sè stessa di una volta, di esorcizzare quindi tutto ciò che ha costituito l’incanto da cui cerca di scappare.

Rosso come il Fango è l’ultimo passaggio prima dell’album intero, in uscita questo venerdì per Sugar Music. Si tratta del terzo album in studio della classe ‘2002, che dopo un esordio urban (MADAME) e un successore più improntato a una dimensione d’autore (L’AMORE), è pronta a costruire la sua prossima fase.

Su SA potete trovare la recensione di L’Amore (2023), a cura di Luca Roncoroni, che ne ha evidenziato una maturità compositiva più marcata rispetto all’esordio omonimo. Prodotto da DardustShablo e Chris Nolan, il disco affronta il tema dell’amore nelle sue diverse declinazioni, alternando registri e atmosfere: dalla dancehall di Come voglio l’amore alla bossa nova di Nympha, dalla house di La festa della cruda verità alla chamber music di MilagroIl bene nel malepresentato a Sanremo, resta uno dei brani più noti del progetto.

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