Idles
IDLES, foto per la stampa di Tom Ham (2021)

Idles. La collisione come presa di coscienza nel video di “Car Crash”

Gli Idles hanno condiviso il secondo estratto da Crawler, il nuovo album in uscita il 15 novembre 2021 via Partisan, a un anno dal precedente Ultra Mono. Si tratta del brano Car Crash, noise punk a combustione lenta, veicolato da chitarre ipersature e da quadrature ritmiche à la Helmet, direttamente ispirato dal quasi fatale incidente automobilistico realmente accaduto al frontman Joe Talbot.

È come l’orribile postumo di una sbornia –  svegliarsi la mattina e prendere coscienza proprio grazie all’impatto, tipo, che cazzo sto facendo della mia vita?
Joe Talbot

Una traccia pesante che, come dichiarato in una nota stampa dal chitarrista Mark Bowen, vive in tutta la sua potenza grazie ad un ingegnoso trucco produttivo.

Volevamo che fosse il più violento possibile per riflettere quell’evento. Abbiamo anticipatamente registrato la batteria e l’abbiamo messa su un acetato di vinile. Ogni volta che riproduci un acetato si degrada, poiché è un po’ come un liquido. Si tratta di una analogia con le cose che sono transitorie e momentanee, come lo è anche un singolo colpo di batteria. È come un ricordo, quando il momento è passato e ne affronti le ripercussioni più e più volte, e queste poi si trasformano continuamente in qualcos’altro.
Mark Bowen

Creato da Matthew Cusick e montato da Lee Kiernan degli Idles, il relativo video che accompagna il brano è stato in realtà realizzato nel 2001, quando Cusick ha iniziato a catalogare digitalmente le scene di inseguimenti automobilistici dei film americani del XX secolo, combinando assieme più di 500 inquadrature.

Come quest’ultimo ha dichiarato a riguardo, «ora [il progetto] ha finalmente quello che gli è sempre mancato… una colonna sonora killer». A vedere il grande impatto provocato dal mix di musica e montaggio spasmodico, non si può che essere d’accordo con lui.  Il clip segue la prima e la seconda versione del video diffuse dalla band per il precedente singolo The Beachland Ballroom. Per il dettaglio completo sull’album e gli altri brani in ascolto vi rimandiamo alla pagina dedicata.

Di recente gli Idles hanno proposto la loro versione di The God That Failed, dal Black Album dei Metallica per il progetto Blacklist promosso dalla stessa metal band, e una di Damaged Goods dei Gang of Four, brano contenuto nella compilation-tributo al compianto Andy GillThe Problem of Leisure: A Celebration of Andy Gill and Gang of Four.

Il frontman Talbot ha inoltre collaborato all’album dei Lonely Guest, formazione aperta patrocinata da Tricky sulla sua label False Idols, di cui sulle nostre pagine trovate la recensione a cura di Marco Braggion. Ultra Mono, il precedente album della formazione finito al primo posto nella classifica album britannica nel 2020, è stato invece recensito su SA da Fernando Rennis.

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