Recensioni

Atmosfere ambientali ed evocative, spettrali banger techno, sperimentazioni elettroniche stimolanti. Al terzo album sulla lunga distanza, Tobias., nome di culto all’interno della club culture e attivo dal 1990 con numerose collaborazioni (tra cui quelle con Ricardo Villalobos, Max Loderbauer e Atom™) e progetti attivi (sempre con il citato Atom™), si lascia guidare dalla ricerca interiore e da accurati studi scientifici per scoprire – lo afferma la stessa press release – «nuovi territori sonori seguendo la via degli innovatori».
Lo stesso Tobias Freund vede questo lavoro come «un mix tra scienza, meditazione e ritmo derivante da una personale filosofia e state of mind». Sono le premesse per un album dal carattere intellettuale e ambizioso in cui il producer riprende l’approccio dark techno, e le atmosfere del precedente A Series Of Shocks, la Roland TR-808, ecc., distaccandosene per inseguire un approccio guidato dall’utilizzo dei synth modulari. Certo, le bombe da club scuro e puro, influenzate dal noise, dall’industrial dei Throbbing Gristle (citati dal producer come influenza per l’album) e dallo spirito post-punk, non mancano, ma sono anche altri i territori battuti, ovvero l’ambient e l’IDM di casa Warp, le atmosfere di William Basinski o i sogni futuristi dei Drexciya. Punti di partenza e influenze che Tobias. pesca dagli ultimi venticinque anni di musica elettronica, sintetizzandoli con classe e perfezione tecnica. Un ascolto, dunque, che attraversa e pervade le stanze buie del Berghain per poi entrare in cuffia nelle camere di chi ascolta.
CR 24 proietta l’ascoltatore su estatici tappeti melodici, ritmi in preset e rapimenti modulari, Beautiful Mistake è un viaggio ad occhi chiusi cullati da carillon e dolci tastiere, mentre l’ambient spaziale, fosca e umbratile è la pasta di cui sono fatte In Between e El Mundo Serà Feliz, tracce che ci fanno comprendere lo scarto con i precedenti lavori. Il concept alla base dell’album è comunque racchiuso in Autopoiesis, traccia ambient techno che ospita uno spoken word del filosofo e neuroscienziato Francisco Varela sul tema dell’autopoiesi, termine coniato nel campo della chimica e della biologia ed applicato al mondo della musica elettronica intesa come organismo che si riproduce e si autoalimenta. Ma Tobias. è anche uno dei resident di punta delle notti che volano sui quattro tempi dritti avvolti in atmosfere oscure, e pertanto non rinuncia a offrire potenziali banger per il dancefloor guardando da diverse angolature e correnti l’universo techno: Blind Mass e Visitors (inseguimento ipnotico e tetro di arpeggi), Syndrome (bleep e stab vintage), l’autobahn minimal con bassi impazziti di Vertic e Single Minded (beat che fa tremare il pavimento con sferragliate industriali) sono gli episodi che virano in questo senso.
Con Eyes In The Center, Tobias. continua a rinnovare l’offerta musicale e la cifra stilistica. Al centro di tutto c’è sempre la techno vista sia come volano per riflessioni ipnotiche, che come strumento per evasioni notturne.
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