Recensioni

Per il loro sesto album d’inediti i Coral si posizionano da qualche parte tra Love e CSN. In tasca gli immancabili santini beat d’Albione, in cabina di regia nientemeno che John Leckie, e vai con dodici tracce grazie alle quali i cinque di Liverpool confermano d’essere – dell’infornata di band inizio anni ’00 con l’articolo determinativo – tra quelle in possesso del songwriting migliore.
Ebbene sì: le canzoni ci sono. Anche stavolta. L’acidità progressiva della title track, la fregola caustica di She’s Coming Around, lo sfrigolante languore di 1000 Years: roba buona, tanto di cappello. Il problema è che non sembrano preoccuparsi di costruire un proprio ambito espressivo a partire da istanze, particelle o sia pure ossessioni sixties (come fanno, ad esempio, i Clientele), ma si accoccolano in caselle precotte e anche un po’ stantie se vogliamo. Col risultato di sembrare coinvolgenti come un docudrama.
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