Recensioni

6.9

Tutti coloro che si approcciano ai Teeth Of The Sea dichiarano problemi di definizione. Non è post-rock, lo sarebbe stato qualche anno fa, forse (la dimostrazione è in lì pronta in You’re Mercury, semi-title-track), non è metal, non ha tra le corde quel target di riferimento, non è avanguardia contemporanea, per quanto i pezzi occhieggino a più non posso verso quel mondo. È un modo di costruire delle composizioni – di comporre dei costrutti musicali – che fa leva su effetti emotivi, quindi popolare, che agisce in Your Mercury. Questo non è evidentemente un difetto ma una possibilità di pubblico.

I Teeth Of The Sea – alla seconda prova in full lenght – non sembrano preoccuparsi di essere ostici, ma nella magniloquenza e grandiosità dei crescendo e delle fasi preparatorie del “mood” centrale di ogni brano finiscono per strappare alla radio commerciale chi ha bisogno di essere stupito e cerca un suono ostinato ma poco modaiolo. I londinesi sofisticano senza perdere il focus timico della propria missione, l’animo che devono mantenere vicino di cuore e di mente. In questo sono ovviamente molto inglesi, come lo sono i Fuck Buttons, e (anche se non proprio geograficamente) anche i Mogwai (Red Soil). Europei come lo sono Vangelis (Midas Rex), Jean Michel Jarre (A.C.R.O.N.Y.M.), mittel-, si sarebbe detto negli anni Ottanta, ma di certo non in questo caso.

Il problema di definizione, ancora una volta, non è nella musica, ma in chi ascolta. I Teeth Of The Sea fanno una musica tanto keyboard quanto guitar-oriented che si perde nella metà del decennio della pillola indorata. Va ad accostarsi a quell’elettronica di consumo (ma non da ballare) che diventò popolare nell’onda lunga dei Settanta che si propagava nel decennio successivo, ma oggi va a innestarsi in quegli esperimenti che uniscono post-rock europeista dell’imbrunire e metal. La vera emancipazione, il che non ci stupisce, arriva quando a tutto ciò aggiungiamo un pizzico di Fennesz (Mothlike), esattamente come allora serviva l’ingrediente Brian Eno. Dopo tutto, sanno cosa serve ai propri obiettivi, i TOTS.

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