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7.5

In quasi 50 anni di onorata carriera, iniziata nel 1977 con una band seminale come i Tuxedomoon, Steven Brown ha pubblicato una quantità cospicua di album solisti (l’ultimo dei quali El hombre invisible, del 2022), numerose prove a quattro mani (in particolare con il partner in crime dei Tuxedomoon, Blaine L. Reininger) e altre con band parallele come Angels of Light e Nine Rain.

Agendo fuori dal gruppo di origine, Brown ha sempre cercato di bilanciare l’avant pop colto e sofisticato dei Tuxedomoon con pulsioni di diversa natura: il folk di natura popolare, ad esempio, ma anche un songwriting di imprinting più cantautorale. This Very World è una raccolta che dà spazio ad ognuna di queste tendenze, ed è un album riuscito, unitario nel suo eclettismo nonché una panoramica esaustiva dello sfaccettato talento di Brown.

I fan della new wave alla ricerca di vibrazioni di marca Tuxedomoon troveranno in questo album episodi che non avrebbero affatto sfigurato in un disco della band: tra tutti, il chamber pop per piano, sax e violino di Wordsworth è magnifico, ma di poco inferiori sono la minimale Nakba e il funk glaciale di Work, che pare una outtake da Desire. All’opposto, ecco in apertura dell’album un sound popolano da festa campestre con Stars (che ricorda un po’ certe cose dei They Might Be Giants), replicato in modo ancora più sfacciato in Waltz Nr. 2. Quando queste due tendenze confluiscono in una cosa sola, otteniamo i pezzi più interessanti e originali, come Danza de la pluma o Nella terra, resa in una take dal vivo in cui spicca un ottimo solo di chitarra.

Per altri versi Brown a tratti adotta un approccio più cantautorale: in Cheran si esibisce in atmosfere quasi del tutto acustiche, mentre Panic in Detroit è una cover scarnificata per piano e sax del pezzo di David Bowie. Nell’ultima parte del disco torna però alle atmosfere nude e desolate che sono un marchio di fabbrica: l’angosciante Pyramides, illuminata dalla voce soprano di Sarmen Almond, e due pezzi astratti guidati da sax e basso, Lontano e Luce, tanto minimali quanto affascinanti.

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