Recensioni

Con questo 10” ritornano i folli R.U.N.I. e il loro blob meta-musicale. Come definire altrimenti il loro frullatore musicale? Come sperare di sintetizzare un mondo a parte, fatto di multicolori tendoni circensi (vedere cover) sotto i quali scorrono demenza senile in età post-puberale e canzonette all’italiana, funkettoni grevi e calembour linguistici da avanspettacolo dei tempi d’oro, Bugo, Vasco Rossi, igiene personale, elettronica d’accatto e tanta, troppa strabordante genialità? I R.U.N.I. sono questo e molto di più e lo mettono in chiaro da subito. Chi li conosce sa cosa aspettarsi; chi non li conosce, beh… peggio per lui.
Concludendo, Italians do it better non è un genere, tanto meno una citazione dalla Madonna dei tempi che furono. È oggi più che mai una constatazione, grazie soprattutto a chi pubblica musica del genere. Pollice alto, alla luce di quanto fatto finora e di quanto ancora faranno.
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