Recensioni

I nuovi protetti di Mr. Murphy si chiamano Tobin Prinz e Suzi Horn e vengono da Brighton. Nonostante il Dance piazzato in mezzo al nome del gruppo, si tratta di uno dei dischi meno pista-oriented del catalogo DFA, il basso di Suzi che scava più che smuovere, le voci che declamano triplici slogan (Up! Up! Up!, Crash Crash Crash) inchiodano l’ascoltatore invece di lanciarlo in balli sfrenati. Oltre a Crackjack Docker, già uscita su singolo e in versione remix, sono degne di nota You Are The Space Invader dalla chitarra slabbrata e Worker, dove il timbro enfatico e beffardo di Tobin ricorda Hugh Cornwell.
Oltre agli Stranglers di No More Heroes vengono in mente ai soliti nomi della stagione post punk e della recente onda revivalista, Wire, Slits, Erase Errata, No New York e Metal Box. Parlando invece dei dischi di quest’anno si avvicina a due recenti esperimenti di post-core minimale usciti su Dischord, il disco solista di Joe Lally e Reflector degli Antelope.
Album caratterizzati da vuoti e riduzioni strumentali, con il basso in primo piano a pulsare spesso da solo. I Prinzhorn Dance School sembrano proporre una versione minimale e narcotica dell’ormai demodé punk-funk, senza funk, senza punk, senza futuro
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