Recensioni

Gli Off! sono a tutti gli effetti un supergruppo punk-hardcore. Basta scorrere il curriculum vitae dei quattro membri per rendersene conto: abbiamo Keith Morris (Black Flag e Circle Jerks), Dimitri Coats (Burning Brides), Steven McDonald (Redd Kross) e Mario Rubalcaba (Hot Snakes/Earthless/Rocket From The Crypt). Mancherebbe solo l'ologramma – perchè siamo in tempi da ologramma vero Tupac? – di Darby Crash per completare un quadretto di famiglia tra i meno raccomandabili degli ultimi vent'anni.
Il debutto del combo era già avvenuto un paio di anni fa con Fist Four Ep, ovvero sedici brani per la durata totale di sedici minuti che non sprecavano un secondo senza sparare qualche riff tritaossa. Off! fa esattamente la stessa cosa: di nuovo sedici minuti per sedici pezzi feroci e letali. Registrazioni e mix conclusi in pochi giorni, questo è uno di quei dischi che fa della schiettezza la propria arma, della serie se piace bene e se non piace chissenefrega. Dal primo all'ultimo brano sono tutti anthem costruiti nelle classiche scale del punk hardcore (uno per tutti il singolo Wiped Out), con Keith Morris più che mai pronto a prosciugarsi l'ugola a forza di scream e growl. Certo è tutta roba che poteva essere registrata nel 1981 o giù di lì, ma caspita se funziona. Off! Va giù tutto d'un fiato sprigionando energia allo stato puro: tanta voglia di pogare, divertirsi, senza dimenticare un certo impegno politico. Non è un caso se i quattro, più che richiudersi nel castello del punk harcore, preferiscono accostarsi alla potenza live dei compagni di etichetta Black lips ma anche di Ty Segall o degli Thee Oh sees.
E' questa freschezza che piace in Off! e che potrebbe rappresentare il grimaldello per entrare nei cuori degli hipster in cerca di nuovi spasmi. E in questo senso uscire per Vice records dovrebbe rappresentare una sicurezza.
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