Recensioni

Quarto tassello per la serie solista INUI di Kawabata Makoto. Il
disco contiene un unico brano di poco più di 67 minuti. Il musicista
nipponico altro non fa se non ri-frequentare gli eterei paesaggi cosmic
folk già battuti nei precedenti capitoli, in un territorio che è molto
più intimista di quello conosciuto insieme ai compagni d’arme degli Acid Mothers Temple.
Un arpeggio circolare che reitera se stesso in un loop incessante,
infinito e via si parte. Si da il là alla trance, al viaggio da nuovo
corriere cosmico che prevede (ed ottiene) un inserimento sempre più
progressivo di suoni e rumori d’ambiente. Il climax lungamente cercato
si interrompe bruscamente all’altezza del 46° minuto e la lunga piece
di Ryo si cala in uno estatico e raggelato humus ambientale.
Kawabata Makoto cerca, per quanto gli è possibile, di protendersi fin
oltre l’orizzonte osservato dagli Ash Ra Tempel e di guardare un po’ più in là. INUI 4 altro non è che il consueto osannante mantra alla cara, vecchia e sempre moderna, estetica kraut.
Amazon
