Recensioni
Karen O
Karen O And The Kids - Where The Wild Things Are
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Edoardo Bridda
- 17 Ottobre 2009

Dopo averla vista, insolitamente friendly e simpatica, fare i gesti degli animali nel nuovo video dei Flaming Lips I Can Be A Frog, Karen – Yeah Yeah Yeahs – O torna a indagare l’infantile siglando la colonna sonora di Where The Wild Things Are, il nuovo film di Spike Jonze. Ad accompagnarla, oltre ai due YYY Brian Chase e Nick Zinner, uno stuolo d’hypissimi kid: prezzemolo Bradford Cox (Deerhunter e Atlas Sound), Dean Fertita (Queens of the Stone Age, The Dead Weather, The Raconteurs), Aaron Hemphill (Liars), Greg Kurstin (The Bird and the Bee), Jack Lawrence (The Dead Weather, The Raconteurs, The Greenhornes), Oscar Michel (Gris Gris), Imaad Wasif (New Folk Implosion, Alaska) e per ultimo Tristan Bechet (Services). Poi ci sono i bambini veri: un coro che senti particolarmente nell’anthem puberal-punk all’inizio della scaletta, nonché singolo prescelto per rappresentarla (All Is Love).
La notizia vera però è la bellezza di una tracklist con protagonista una Karen O maturata e perfettamente a suo agio sia nella pletora di stili rivisti sotto la lente dei bimbi, sia in ballatone adulte a contrappeso (Worried Shoes, Hidaway). Sui primi ci si aggiudica già molto del buon giudizio dell’album: folk magico, lo-fi, indie, tribale, oriente e wave come in un album di Kimya Dawson, Daniel Johnston (All Is Love), Pavement, Atlas Sound, Go! Team messi assieme (e una freschezza che raramente si sente in esperimenti del genere spesso troppo stucchevoli o eccessivamente naif). Sulle seconde, interpretazione e afflato sono le chiavi di lettura e non manca neppure una bella fumata con i freak dell’Arizona sottoforma di desert-psych, la chicca Animal.
Un gioiello d’album che più ascolti e più sfugge, come un’infanzia perduta e poi ritrovata e ancora perduta…
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