Recensioni

Ci sono giorni in cui alla malinconica tristezza dei, chessò, For Carnation, devi necessariamente associare qualcosa di terribilmente movimentato. Qualcosa che inaspettatamente ti faccia battere il piede, scuotere il bacino, dondolare la testa. Insomma, qualcosa che prenda lo stomaco e ti faccia ballare come un idiota per tutta la casa, con il rischio che il volume troppo alto spacchi le casse e faccia bussare alla porta i vicini, prossimi a buttarti fuori dal condominio. Ecco, se volete evitare una situazione del genere meglio non ascoltare What’s Wrong With You, People? dei torinesi Disco Drive. Se, al contrario, vi va di rendere la giornata alquanto vivace, questo è quello che fa per voi. Un debutto nato da un curioso e fortunato caso di passaparola, che ha portato il trio italiano sulla bocca di tutti, semplici ascoltatori e gente del settore: un centinaio di concerti in tutta Europa al fianco di El Guapo, Black Eyes, Settlefish, Perturbazione e compagnia bella, pur avendo in mano solo una manciata di 7”e nessun contratto discografico (a cui ha subito provveduto la bolognese Unhip Records).
Scintillante come può essere uno specchio per le allodole e scanzonato come i migliori !!!, così si presenta il sound dei Disco Drive. A metà strada tra il punk-rock (come loro stessi si definiscono) e il funk di matrice disco. Le asperità di Washington DC (i due minuti di The Leaving Feet e Save Your Fire sono pura rabbia montante, su chitarra e batteria lanciate alla velocità della luce, non a caso gli unici episodi brevi, come si conviene al punk) sono stemperate da un groove sinuoso e coinvolgente, come in All About This, o da un giro di basso in versione dub (Moving Along e Forward!). Percussioni di sapore quasi latino scandiscono Better Is The New More o danno il via ad un cambio di ritmo (la convulsiva Safer Now sarebbe perfetta ad una festa liceale), su cui spinge un cantato di facile presa, grazie alla sua frizzante formula call&response (come non innamorarsi di quel suadente e ripetitivo ”On And On”di Calling Calling?). Espedienti e combinazioni sonore che chiaramente prendono spunto dai Q And Not U di Different Damage, ma che rapportati alla nostra realtà stupiscono non poco, soprattutto se consideriamo che qui tutto è rigorosamente suonato dalle mani di tre persone (senza alcuna intromissione elettronica) a cui, evidentemente, l’esperienza live ha fatto un gran bene. E se dopo il primo ascolto avrete ancora un minimo di forza in corpo, mettete pure repeat e continuate fino a quando non cadrete sfiniti, ma contenti.
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