Recensioni

7.2

Abbiamo lavorato incredibilmente sodo. Non avevamo contatti, questo non era il nostro paese, quindi era come dire: ‘Sì, dobbiamo creare qualcosa dal nulla per realizzare questa musica…’”. Benvenuti nel mondo dei Bye Parula, un trio nato nel 2020 in piena pandemia dall’incontro tra tre musicisti immigrati in Canada – il cantante e bassista francese Loïc Calatayud-Sola, il chitarrista cileno Sebastián Riquelme e il batterista italiano Sergio D’Isanto – che sono riusciti a conquistare in breve tempo la stima di Ian McCulloch degli Echo and the Bunnymen (che li ha voluti in tour con sé) e il pubblico affezionato di Q with Tom Power, programma di punta dedicato all’arte e alla cultura in onda su CBC Radio One (è loro la sigla, Still Got the Spirit). Se il primo album i vedeva i tre componenti studiarsi e cercare l’amalgama, lavorando alle idee principalmente da remoto, Something Out of Nothing è il salto di qualità e di maturità che stavamo aspettando: pur non privo di esperimenti, il disco mette in luce un’identità artistica eclettica ma decisamente più a fuoco.

Testimonianza di un’amicizia sempre più profonda, Something Out of Nothing si divide idealmente e stilisticamente in due parti, due anime speculari che in realtà risultano intimamente connesse, unite dal filo conduttore dell’amore e della cura. Il lato A è composto da “canzoni da ascoltare in piedi”, tra ritornelli accattivanti, pulsioni disco (gli Arcade Fire di Everything Now che incontrano i Bee Gees di Saturday Night Fever nell’irresistibile pastiche Kissburn) e azzeccate contaminazioni con il suono degli amati Talking Heads – affettuosamente rievocati a fine album con Burning Down the House, che tuttavia nulla ha a che fare con la hit della band di David Byrne inclusa in Speaking in Tongues – e di MGMT e Franz Ferdinand, senza tralasciare quel groove orchestrale tipicamente à-la Serge Gainsbourg che permette di accostarli, in certi frangenti, anche ai Balthazar. La title-track è un inno pronto ad essere adottato dagli introversi di tutto il mondo (“È come quando vedi qualcuno così libero nel mondo da ispirarti ammirazione e vorresti parlargli, ma semplicemente non ci riesci. Tutto scorre velocissimo nella tua testa, ma non ne esce niente“) e il vero e proprio manifesto dei Bye Parula.

Il lato B, invece, è dedicato alle “canzoni da ascoltare seduti” che sfoderano un’identità più intima, delicata e malinconica, dedicata ai legami familiari recisi e alla nostalgia di casa, che raggiunge il culmine in Miedo de Olvidar, brano impreziosito dalla partecipazione di Elisapie. Altrove fanno capolino punti di riferimento meno sorprendenti, in primis Elliott Smith e i Radiohead, già incontrati nell’opera precedente. Loïc Calatayud-Sola ha una voce malinconica che fluttua all’interno degli arrangiamenti ricchi e variegati, senza mai sovrastarli, alternando il falsetto dei brani più uptempo a colori tenui e performance più sentite ed emozionanti. Non è semplice affrontare l’oscurità senza cadere nella retorica, ma con Something Out of Nothing i tre musicisti sono riusciti a farlo con delicatezza.

Sapiente la produzione di Robbie Kuster (Flore Laurentienne, Patrick Watson) con l’assist al mix di Warren Spicer (Plants and Animals, The Unessential Oils), che hanno creato un soundscape ricco e articolato con archi, chitarre funk con tocchi persino R&B uniti a tastiere anni Settanta e sassofoni sexy. Oltre alla già menzionata Elisapie, cantautrice inuit, troviamo altri ospiti come Adèle Trottier-Rivard, Morgan Moore e François Lafontaine che contribuiscono a rendere il tessuto sonoro se possibile ancora più vibrante.

Something Out of Nothing è un disco sorprendente, moderno e vintage allo stesso tempo, strutturato senza badare troppo alle convenzioni. Un racconto fluido che dimostra come sia possibile esorcizzare le difficoltà e il vuoto e trasformarle in pura luce, e un’esperienza d’ascolto convincente e intrigante grazie allo sfaccettato caleidoscopio alt-pop che i tre musicisti di diversa estrazione e provenienza geografica hanno costruito. Il tutto si rivela ascolto dopo ascolto, è arrangiato con gusto e sarà destinato a tenerci compagnia nelle sere d’estate. E anche oltre.

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