Avevamo lasciato gli Yes di Steve Howe circa due anni fa con un buon album, seguito da due tour – The Classic Tales Of Yes e The Fragile Tour 2025 – che li avevano riportati anche in Italia. Oggi la storica prog band britannica torna ad affacciarsi sul presente con il suo ventiquattresimo album in studio, Aurora, in uscita il 12 giugno 2026.
La formazione è la stessa della precedente prova e comprende, oltre a Howe, Geoff Downes, Jon Davison, Billy Sherwood e Jay Schellen. Le session hanno preso forma alla fine del 2024 a partire da idee informali: uno sviluppo libero che ha coinvolto tutti i componenti, escludendo fin dall’inizio un concept prestabilito. «Realizzare questo disco è stato gioioso, un’occasione per suonare ed esplorare», ha dichiarato Howe. «È sempre stata una questione di collaborazione: qualcuno può scrivere una canzone, ma finché tutti non ci mettono il proprio contributo non è davvero una canzone degli Yes».
Tradizione e continuità
Il primo estratto è proprio la title track, un brano cinematografico che si inserisce nella tradizione melodica della band e che ha da subito stimolato la creatività di Roger Dean. «Il titolo ha immediatamente colpito Steve Howe e ha stimolato l’ispirazione visiva», ha raccontato Davison.
In scaletta compaiono brani dal minutaggio generoso, ma soltanto uno può dirsi davvero “prog size”: Countermovement, che sfiora i quattordici minuti di durata.
Nel frattempo, la band ha subito le dipartite di Chris Squire e Alan White, oltre al volontario abbandono di Jon Anderson. Su SA potete ripassare la recensione dell’album del 2024 Mirror to the Sky ma anche due classic album dedicati alla storica formazione prog rock: Fragile e Close To The Edge.
Altre storiche band di area prog che hanno pubblicato un album quest’anno: i Gong con Bright Spirit e i Soft Machine con Thirteen.