Il quinto live di X Factor si apre col botto. Il super ospite Ed Sheeran riscalda il pubblico della RePower arena, eseguendo in apertura di puntata Shiver, tratta dall’ultimo, a nostro parere poco riuscito, Equals. Più tardi tornerà sul palco duettando con Casadilego, la vincitrice dell’edizione dell’anno scorso, storica fan del cantante di Shape of You. Il momento è molto tenero, dato che i due duettano su Lego House, proprio il brano che ha ispirato lo pseudonimo artistico di Elisa Coclite. Ed Sheeran chiude la sua partecipazione, condita da una goffa intervista di Tersigni, con Overpass Graffiti, il brano migliore del nuovo album, che profuma vagamente di retromania 8os, salvo poi contaminarsi con la solita retorica da diario privato di un adolescente in preda a turbe amorose. L’arrangiamento dei brani live è però più asciutto rispetto a quello over-prodotto dell’album e il cantautore del Suffolk diverte scherzando anche un po’ in italiano.
La gara è incandescente, con doppia manche e doppia eliminazione. I sette concorrenti rimasti in gara si esibiscono prima con i loro nuovi inediti (disponibili nel Mixtape 2 su Spotify), poi con delle cover, accompagnati da una speciale synth orchestra sponsorizzata da Samsung.
Il primo a esibirsi è Fellow, che evidentemente ci ha preso gusto con l’italiano. La sua Non farmi andare è molto classica, sulla scia di un Marco Mengoni a Sanremo. Pacchetto di banalità a parte, il pubblico più giovane sembra gradire e lo salva. Baltimora si conferma un delicato cantautore dalle frequenze vocali raffinate. L’omonimo inedito Baltimora lo svincola dal pianoforte e lo immerge in un’atmosfera electro rap-borderline. La cosa non passa inosservata e Agnelli gli fa notare che il brano è troppo complicato, serrato, e forse live perde un po’ d’intensità. Probabilmente sul Mixtape suona meglio che sul palco.
Arriva Erio che propone Fegato, scritto nientemeno che da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, neo-fan dell’artista di Livorno. Il brano è il migliore fra gli inediti ascoltati, con un refrain che difficilmente non sentiremo nelle radio in heavy rotation. Non sempre il cantante della squadra di Agnelli avrà un Sangiorgi a scrivere per lui, ma una cosa è certa: il suo tocco vocale è unico e questa è una qualità che funziona anche fuori dal talent. Contesti autentici o più commerciali, sarà tutto da vedere.
Senza saliva di gIANMARIA è un grosso passo in avanti rispetto alla monotona I Suicidi. Siamo sempre dalle parti del crooning annoiato e scazzato, che sembra far cantare Vasco sulla base di Blinging Lights di The Weeknd. Il brano è estremamente giovanile e non avrà difficoltà a trovare spazio nei palinsesti radiofonici. La successiva Amaro Mio dei Bengala Fire è un mix di Brianstorm e Arabella degli Arctic Monkeys, con un tocco di Pink Floyd nella strofa. Suonano gli inediti meglio delle cover e, se dobbiamo misurarli sulla scala-Maneskin, si può dire che i quattro hanno il background più interessante. Detto questo, l’originalità e l’esplosività è pari a zero e non ci si scrolla di dosso la sensazione di avere di fronte una buona cover band.
L’inedito de Le Endrigo, Panico, ha un buon testo che parla dell’accettazione della malattia psichica e degli attacchi di panico. Il loro sound è tirato, molto pop-punk californiano. Gli inediti gli vengono certamente meglio delle cover e sarebbe giusto premiarli. Ma Manuel Angelli non la pensa così e, arrivati al ballottaggio della prima manche con Fellow, li fa fuori.
Nella seconda parte dello show, i sei concorrenti rimasti si contendono cinque posti nella semifinale con una manche di cover, i cui arrangiamenti sono edulcorati da una synth orchestra in pieno spolvero. Apre Baltimora con una cover di Stay di the Kid Laroi e Justin Bieber che non fa brillare le buone doti vocali del ragazzo. Subito dopo Girls And Boys dei Blur, nelle grinfie dei Bengala Fire, si trasforma in una canzoncina inoffensiva, con il frontman – come dice giustamente Hell Raton – a metà fra un pinguino impazzito e il pinocchio di Benigni.
gIANMARIA si conferma un buon interprete dei giganti della canzone italiana. Rimmel di De Gregori viene rimaneggiata forse un po’ troppo, ma, in fin dei conti, la sua versione è rispettosa e contemporanea. Erio aggiunge un tassello alla sua parabola che avevamo già previsto nelle scorse puntate, portando sul palco di X Factor la sua versione di Bird Gerhl di Antony And The Johnson e facendo commuovere il suo giudice Manuel Agnelli. Tanto la dimensione orchestrale, quanto la scelta del brano sono perfetti per le vocalità di Erio, che spaziano dal falsetto alle note più basse. La puntata di oggi ha fatto davvero splendere la sua luce. Chiude la manche Fellow con The Scientist dei Coldplay in versione sintetizzatori 80s alla Stranger Things. Il brano è troppo grande per lui, anche se fa di tutto per ravvivarlo e renderlo proprio, anche con delle movenze un po’ goffe.
Il ballottaggio vede Baltimora, in serata no, di fronte a Nika Paris. Viene eliminata quest’ultima che paga il prezzo di un inedito non brillante come No Limit, brano dance in stile Eurovision, ma anche quello della cover della super hit Don’t Start Now di Dua Lipa, la cui versione assomiglia davvero troppo a un karaoke ben fatto.
X Factor torna, come al solito, giovedì prossimo per la semifinale dei duetti.