Da cinque a quattro. Dalla semifinale di X Factor di ieri, 1 dicembre, alla finale dell’8. Beatrice, i Tropea, Linda e i Santi Francesi, un concorrente per ogni giudice. Tutto perfettamente equilibrato. Il verdetto è stato dato durante la puntata di ieri, quando gli Omini sono usciti con qualche polemica da parte del loro giudice Fedez, che avrebbe spinto per il Tilt.
Eppure il trio di Torino, con i musicisti figli d’arte (del grande Alex Loggia degli Statuto), era stato fra gli artisti più interessanti visti soprattutto nella prima mance, quella delle collaborazioni. Gli Omini avevano eseguito Charlie fa surf con una rara apparizione in TV dei Baustelle. Erano riusciti a suonare freschi e a non soccombere dietro al sound della band di Montepulciano. C’erano forse troppe voci e un po’ di confusione, ma alla fine è sembrata una delle performance più riuscite. Probabilmente ha pagato di più la scelta di Song 2 dei Blur nella seconda manche, un brano telefonato per un trio che si è già stabilizzato come cultore del brit pop.
L’inizio della puntata è stato segnato da una memorabile performance di Kae Tempest. L’artista di Lewisham sta lentamente prendendosi anche l’apprezzamento dell’Europa non anglofona. Non potrebbe essere altrimenti, visto il potere magnetico delle sue parole, immediatamente riconoscibili da tutti, perforanti come un colpo di proiettile. A X Factor esegue More Pressure e Grace (dall’ultimo The Line is a Curve) e poi si ferma a chiacchierare con Francesca Michielin, che non inciampa nei pronomi personali. Grande credito allo show per averla portata in scaletta.
Altrove si fanno notare le performance di Beatrice con Morgan. Sebbene l’ex Bluvertigo straripi personalità da tutti i pori (a volta anche in maniera disordinata), Beatrice è brava a riportare la performance sul pianeta Terra e a strappare il biglietto per la finale. Intima e molto più tecnica, invece, la performance di Linda insieme a Federico Zampaglione. Per me è importante, nel duetto magnetico, brilla di una nuova luce poetica. Simpatici e muscolari i Tropea insieme a Rettore, che flettono il loro tipico industrial verso il pop 80s di Lamette. Sottotono, invece, i Santi Francesi con i Coma Cose (ai quali i giudici non risparmiano qualche critica), che forse pagano lo stile di un brano, Fiamme negli occhi, che si distacca dall’elettro pop a cui ci hanno abituato.
L’altro ospite, Tananai si rivela pieno di ambizione e, tutto sommato, umile nel porsi come la rivelazione pop mainstream di questo 2022. Partito come ultimo classificato a Sanremo, s’è preso le simpatie e gli ascolti degli italiani, anche grazie al tormentone estivo con Fedez. I brani del nuovo album che propone a X Factor sono senza infamia e senza gloria, ma il ragazzo milanese risulta per lo meno simpatico.
Chi riuscirà a portarsi a casa il contratto discografico con Sony? Per scoprirlo, bisogna aspettare una finale che si preannuncia incandescente. Andrà in onda, direttamente dal Mediolanum Forum di Assago, l’8 dicembre su Sky Uno.