Mutonia a X Factor, still dalla performance di “Closer”, cover dei Nine Inch Nails (2021)

X Factor 2021. Mutonia e Erio i migliori con le cover di Nine Inch Nails e James Blake

Prima eliminazione all'interno di X Factor 2021 in una puntata che segna l'entrata nel vivo della competizione

Entrano nel vivo i live di X Factor 2021. La seconda puntata dei live, andata in onda giovedì sera, ritrova il talent nella forma più viva e spassosa, tra le frecciatine al tavolo dei giudici, cover di lusso da parte dei concorrenti e, soprattutto, la prima eliminazione.

La prima settimana aveva visto i giudici poco critici nei confronti dei concorrenti, nel rispetto del politically correct. Del resto la puntata era servita più come prova generale e i risultati son andati di conseguenza: tante delusioni e poche conferme rispetto alle audizioni.

Il secondo appuntamento con i live è stato tutta un’altra storia: la formula delle cover permette da una parte agli spettatori di sbizzarrirsi con giudizi e paragoni rispetto alle versioni originali dei brani proposti, dall’altra alimenta gli animi dei giudici, migliorando così la dinamica dello show. Rimangono i dubbi su Ludovico Tersigni, che non sembra trovare una propria collocazione nel caos generale; del resto qualche miglioramento, in termini di presenza e spigliatezza, anche da parte sua c’è stato.

Iniziamo con il parlare dell’ospite Chiello, e il suo look da Billy Idol coi tatuaggi da trapper sul viso, dicendo che la sua è una di quelle classiche proposte che fanno incazzare gli ascoltatori oltre una certa. I pezzi eseguiti, Mare Caldo (circa un milione e mezzo di stream su Spotify) e Quanto di vorrei (il suo brano più noto, quasi 7 milioni di stream, sempre su Spotify), sono scanzonate ricalibrazioni glam e rock per come li hanno intesi Achille Lauro e Maneskin, ovvero come confetti glamour pop che – volutamente o no – vanno a pescare anche nei ritmi in levare dei Clash. A volergli bene potremmo dire che il ventiduenne lucano c’ha qualcosa dei Babyshambles ma non un grammo in corpo delle sostanze che all’epoca circolavano nelle vene di Pete Doherty. Le nuove generazioni non si drogano più, anche se il meme più famoso dell’Eurovision voleva, maliziosamente, dimostrarci il contrario. E lui più che a Doherty sembra ispirarsi a Morandi…

Spetta invece ai Le Endrigo aprire la competizione con A far l’amore comincia tu, brano portato al successo da Raffaella Carrà, esibizione che li riscatta solo in parte dalla brutta figura della settimana scorsa. Il sound è puro punk provinciale e viene da pensare che la Carrà, in fin dei conti, era più punk di loro. Le belle voci (e niente più) di Baltimora e Fellow eseguono, invece, e rispettivamente, una non necessaria versione à la James Blake di Parole di burro di Carmen Consoli e una noiosissima e iper-prodotta Sign Of The Times di Harry Styles, a dimostrazione che esistono proposte che nascono e muoiono all’interno della gabbia d0rata dei talent.

Il primo fuoco della serata lo accendono i Mutonia, che eseguono Closer dei NIN. Il sound è robusto, la voce del cantante bene a fuoco, la pronuncia e la rabbia pure. A noi la performance ha convinto, ai giudici meno, e se c’è da dar loro ragione sul fatto che un pezzo così più sporco e cattivo lo fai e meglio è, è tutto da vedere quanto la band avrebbe potuto “osare di più” nel spingerlo all’estremo. D’altro canto, ascoltare “I want to fuck you like an animal”, soprattutto in prima serata, fa sempre il suo effetto e il leader vestito da sposa sul palco ci sa stare.

Su altri fronti, Vale LP si conferma sboccata urlatrice di brani trap neomelodici, mentre Nika Paris confeziona un buon pop fanciullesco che funziona molto bene in TV. gIANMARIA, che senza dubbio risulterà fra i più amati di questa edizione grazie al suo aplomb da ragazzo introverso e sensibile, ha proposto Jenny è Pazza di Vasco Rossi con un approccio spaccone à la Lauro (aridaje).

Il momento più atteso della serata è arrivato però con l’esibizione di Erio, performer massacrato da Pierpaolo Capovilla come l’emblema del “non autentico”, eppure è la voce più originale di questa edizione. Il concorrente della squadra di Manuel Agnelli ha proposto Limit to Your Love, in una versione ibrida fra Feist (l’autrice) e James Blake (l’interprete più noto) e finalmente abbiamo avuto modo di ascoltare altre sfumature di una voce particolarissima che, come hanno sottolineato i giudici, è sulla strada giusta per strappare un bel contratto discografico a fine edizione.

L’r&b elettronico lussureggiante, l’apparato visivo, lo splendido trucco porpora e il top piumato rosso Valentino sono forma e sostanza di una proposta che si è svolta nell’habitat più naturale per il suo autore. Lecito – e auspicabile – aspettarsi qualcosa di diverso nelle prossime puntante. Ok questa versione di Erio, ma adesso vogliamo scoprirne anche di altre.

Ripetitivi sono sembrati, invece, i Karakaz. I ragazzi fanno del bel rock pestato e sono piacevoli da ascoltare, ma con la loro cover di SexyBack di Justin Timberlake, hanno trasformato per l’ennesima volta un brano dance in uno rock, proprio come in ben altre due occasioni precedenti. Menzione speciale per i Bengala Fire che portano alta la bandiera del brit pop fra i ranghi del pubblico generalista. Hanno eseguito Town Called Malice dei Jam in maniera estremamente pedissequa. Per niente scomodi, roba che può funzionare a X Factor o all’oratorio, niente più.

Si giocano il ballottaggio finale i Westfalia (dopo la loro versione sottotono di Hey Ya degli Outcast) e Versailles (il cui stile trap-grunge è urticante). Escono i Westfalia, che si sono giocati male le proprie carte. C’era tutto il potenziale per rendere il loro new jazz / soul più fluido e digeribile dal pubblico del talent, ma le due esibizioni live non sono state effettivamente all’altezza delle aspettative.

A fine puntata Tersigni annuncia che il super ospite del quinto live sarà Ed Sheeran, fresco della pubblicazione di = Equals, che non ha convinto affatto SA. X Factor torna giovedì prossimo con il terzo live.

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