La prima puntata di X Factor, andata in onda giovedì sera, si è svolta senza troppi scossoni, fra conferme qualitative rispetto a quanto sentito alle audizioni e voglia di conoscere il futuro dei concorrenti. La formula delle squadre senza categoria ha retto bene, così come l’assenza di un’eliminazione alla prima puntata. I meno votati sono stati comunque Westfalia, Versailles, Bengala Fire, Vale LP, Mutonia e Karakaz. Si dovrà attendere la prossima settimana per i verdetti. I concorrenti a rischio dovranno rifarsi con la performance delle cover. Nel frattempo, i fan potranno farsi un’idea più definita attraverso il Mixtape ufficiale di X Factor.
Iniziata bene, con le parole di Emma Marrone che hanno espresso lo sconforto per l’affossamento del DDL Zan al Senato, la puntata è proseguita fra alti e bassi. La conduzione di Ludovico Tersigni ha bisogno di qualche puntata per sciogliersi e la paura è che le sei rimaste prima della finale potrebbero non bastare. I giudici, come da consuetudine alle prime puntate, non hanno animato dispute particolarmente accese, ma si sono limitati a considerare le esibizioni dei ragazzi come le loro prime carte d’identità.
I dodici concorrenti in gara hanno presentato, divisi in due manche, i loro inediti. Niente di nuovo (o quasi) rispetto ai brani che abbiamo ascoltato alle audizioni, salvo il fatto che questa volta le produzioni sono state messe in mano a professionisti che ne hanno dettato l’orientamento stilistico. C’è varietà, ma anche qualche delusione.
I Bengala Fire, ad esempio, hanno proposto Valencia, un inedito super derivativo in salsa brit pop. È roba vecchia, stantia, che difficilmente troverà spazio fuori dal teatro Repower. Baltimora ha proposto la sua personale visione di trap neomelodica con una punta di Aiello, mentre il french pop di Nika Paris è sembrato giocoso, spensierato, allegro, come una nuova Alizée: è sicuramente nelle mani del giudice giusto (Mika), ma alla fine della fiera è del tutto inoffensiva. Anche i Westfalia, che ci erano sembrati interessanti in sede di audizioni, non propongono un brano indimenticabile. La base new jazz con venatura Anderson .Paak è inquadrata, ma qualcosa non torna nella dinamica della band. Forse sono troppo tecnici, troppo freddi. C’è da lavorare. Altrove, risultano trascurabili le esibizioni di gIANMARIA (angoscia esistenziale in chiave trap), Versailles (veramente imbarazzante crossover fra grunge e trap), Vale LP (trap pop napulitana) e Le Endrigo (college punk fuori posto).
D’altra parte, una band che ci era sembrata tutta slogan e niente ciccia come i Mutonia ha messo su un discreto spettacolo, proponendo una Rebel che ricorda gli Audioslave per la robustezza del suono granitico. I Karakaz hanno suonato la loro Useless, un brano post punk mediocre al servizio di una band che ha un ottimo potenziale. Per finire Erio, con il suo alt-pop romantico, ha di certo toccato il livello qualitativo più alto, malgrado un brano non particolarmente bello (Amore Vero) e qualche problema tecnico. La sua proposta, fra Anohni e Perfume Genius, è tra le più interessanti. Speriamo si mantenga puro all’interno della logica del talent.
X Factor torna giovedì prossimo in diretta su Sky Uno.