Black Country, New Road
Black Country, New Road, foto per la stampa di Rosie Foster (2021)

Weekend discografico. In streaming gli album di Black Country New Road , Maisie, Mitski, Animal Collective e altri

L'art pop di Mitski e Cate Le Bon, il ritorno di Woven Hand e degli Animal Collective con nuove gemme psych-pop. E ancora Korn e Maisie, Marissa Nadler e A Place to Bury Strangers

È il weekend dell’atteso ritorno dei Black Country, New Road che della comitiva della nuova ondata post-punk sono sempre stati i meno ascrivibili al giro. Nel debut c’era tanto post-rock e anche un poco d’attitudine prog, aspetti che tornano in questa seconda attesissima prova anticipata da una manciata di validi singoli, tra cui un adorabile videoclip.

Proprio le musiche di quel video, il brano Concorde, facevano capire che Ants From Up There avrebbe buttato più dalle parti dei Bright Eyes e dei Decemberists piuttosto che da quelle dei Fall lovers di cui il Regno Unito è portatore piuttosto sano da un paio di anni a questa parte – vedi l’esordio lungo degli Yard Act. Tra l’altro a recensire quel disco e il qui presente lavoro del settetto è Fernando Rennis. Il suo giudizio è buono, anche perché da tanta imprevedibilità è venuto fuori un disco più concentrato sul formato canzone, fatto di pezzi più che convincenti in cui, e citiamo Fernando, «l’euforia sembra essere a un millimetro dal collasso». Chissà la formazione da pochissimo orfana del frontman come si riorganizzerà in vista del tour e delle prossime mosse. Staremo a vedere.

Più pacati, adulti (ed è anche un fatto anagrafico), ma ugualmente caleidoscopici e, pure loro, lungo i bordi del formato canzone, sono gli Animal Collective. Il loro Time Skiffs è la riuscita prova di un ritrovato quartetto non più avant, ma nemmeno arreso a una formula che negli ultimi 20 anni ha assunto varie e più ardite sfaccettature. Ci sono poche band che possono vantare lo stesso, all’interno della loro generazione, e qui ne abbiamo una che ha ancora voglia di suonare, di contaminare il proprio sound con nuove sonorità. Nello specifico, qualche fascinazione jap, omaggi a Scott Walker sottopelle, sfaccettature di un esercizio in musica che par quello della meditazione di gruppo.

Altro disco di peso nel weekend è quello confezionato da David Eugene Edwards come Wovenhand, una nuova incursione nelle desertiche lande di un rock mistico-gotico che sa farsi folk in senso messianico à la Michael Gira, come anche crudo e stradaiolo alla maniera dei Gun Club del compianto Jeffrey Lee Pierce. Insomma è il solito buon vecchio Edwards, che in questo Silver Sash preferisce star sulla lunghezza di un mini album piuttosto che esagerare in verbosità e dispersione d’idee. La recensione su queste pagine è di Mauro Bonomo. Altri dai quali sappiamo cosa aspettarci ormai sono i Korn di Requiem, che da queste parti più di qualcuno ha un po’ perso per strada. Pensa Tommaso Iannini a riprendere le fila di un discorso partito nel 1994. E a suo avviso, se questo quattordicesimo album non entrerà nella galleria dei più memorabili della band, è comunque un lavoro molto meno scontato di quel che potrebbe sembrare.

All’interno del weekend discografico spiccano senz’altro due uscite art pop, entrambe a dialogare in modo personale con l’immaginario degli anni ’80. Più autobiografico e viscerale il taglio di Mitski in Laurel Hell, più astratto e imperscrutabile quello di Cate Le Bon nel suo Pompeii, ma sono entrambi ottimi sguardi su questa materia.

Dall’Italia segnaliamo i lavori di Unapalma di Giacomo Scudellari e quello dei Maisie, entrambi recensiti da Fabrizio Zampighi, ed entrambi lavori dalla forte e personale vena autoriale. Nell’Eternit del primo, parliamo di un personale immaginario fatto di luci soffuse, malinconie e riflessioni in solitaria; nel 2013-2021 Dal diario di Luigi La Rocca… di un lavoro invece pantagruelico e senza compromessi.

Sulle chitarre, gradito è il ritorno degli A Place To Bury Strangers con un nuovo affondo nel loro mondo dark-punk a tinte noise-psichedelico-industrial, See Through You. Mentre sul lato più dark del cantautorato USA, è sempre bello immergerci nel mondo in bianco e nero di Marissa Nadler (The Wrath of the Clouds EP), in cui spicca All The Eclipses, brano nato dalla collaborazione con Amber Webber dei Black Mountain.

Per l’elenco completo delle uscite del weekend vi rimandiamo alla sezione weekly.

Tracklist

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