Fuochi d’artificio (diciamo così) per gli U2 nell’ultima data dello show UV Achtung Baby Live At The Sphere. La residency a Las Vegas di Bono e soci è terminata sabato notte con l’ultima replica dello show che ha riservato alcune sorprese. In primis Daniel Lanois, che si è unito sul palco alla band durante l’esecuzione di One, brano che, come tutto l’album del 1991 che lo conteneva, è stato realizzato con l’ausilio anche del produttore e musicista canadese.
Poi altra ospitata, seppur solo virtuale: il gruppo ha eseguito un’inedita versione di Don’t Dream It’s Over, pezzo dei Crowded House abitualmente suonato dagli U2 nelle repliche 2024 dello spettacolo, con la voce preregistrata del cantante della band australiana/neozelandese, Neil Finn, insieme ad alcune parti musicali realizzate dallo stesso Finn.
«L’altro giorno abbiamo ricevuto una meravigliosa email da Neil – ha detto Bono introducendo il pezzo – e in allegato c’era una versione della canzone che lui ci ha detto avremmo potuto suonare ogni volta che volevamo. Una nuova versione fatta da lui che noi, qui, adesso, proveremo e registreremo». A essere registrato, riporta Setlist.fm, è stato anche il pubblico nel finale mentre cantava in coro il ritornello. La canzone è stata dedicata a Yulia Navalnaya, moglie del leader dell’opposizione russa Navalny, morto in carcere a febbraio, e quanto a Bono non poteva essere altrimenti dopo la sua recente presa di posizione.
Ma le chicche non sono finite. Presente allo show, seduto in tribuna, anche il batterista “ufficiale” degli U2, Larry Mullen jr., il quale – come si sa – in questa residency ha dovuto dare forfait per problemi clinici ed è stato rimpiazzato da Bram van den Berg. Infine, in chiusura di concerto gli U2 hanno eseguito 40, canzone tratta da War (1983) che negli anni Ottanta chiudeva i loro concerti. Scelta non casuale nella 40ma e ultima serata dello spettacolo. L’ultima volta del brano in scaletta in pianta stabile risaliva al 2005, anche se in qualche occasione è stata ripresentata successivamente. «Siamo stati 40 giorni e 40 notti nel deserto – ha detto Bono presentando il brano -. Così, ecco una canzone che abbiamo scritto in 40 minuti. Aprii a caso il libro dei Salmi, capitò il “40” e lo lessi. Quello diventò il testo».
40 days in the desert … pic.twitter.com/DutRuUDOS1
— U2 (@U2) March 3, 2024
Altra curiosità della serata, la presenza di un entusiasta Dave Grohl sugli spalti, prontamente catturato dai fan
Dave Grohl enjoying U2’s final concert at the Sphere
Video credit: Chris Careypic.twitter.com/ntx4iOGexf
— CONSEQUENCE (@consequence) March 4, 2024
Dave Grohl enjoying U2’s final concert at the Sphere
Video credit: Chris Careypic.twitter.com/ntx4iOGexf
— CONSEQUENCE (@consequence) March 4, 2024