“Per i miei ragazzi, gli amori della mia vita”. Si apre con una dedica ai figli The Woman in Me, il nuovo racconto autobiografico di Britney Spears che ripercorre la vita e la difficile carriera della pop-star di Toxic. Ma in questo libro sono soprattutto gli “uomini cattivi” ad essere protagonisti: dal padre Jaime ai suoi ex fidanzati, Spears tenta di ricostruire le tappe che l’hanno condotta, nel 2021, a ribellarsi contro la tutela legale del genitore e ritrovare la libertà persa nel 2008.
Nel memoir molto spazio è ovviamente dedicato a Justin Timberlake, con cui Spears ebbe una lunga relazione. Tra le varie cose, Britney rivela che all’età di 19 anni rimase incinta dell’ex NSYNC e i due decisero, di comune accordo, di abortire. Una scelta tuttavia per lei sofferta: “L’aborto – scrive – era qualcosa che non avrei mai potuto immaginare per me stessa, ma date le circostanze, è quello che abbiamo fatto”, visto che per Timberlake “diventare padre era fuori discussione”. Per lei, inoltre, era importante che nessuno venisse a sapere della gravidanza, perché “il sesso in coppia era fuori discussione”. Per evitare si spargesse la voce, la cantante non si rivolse a un medico: “Presi delle pillole, fui colta da crampi lancinanti, andai in bagno e rimasi sul pavimento a urlare e singhiozzare per ore, chiedendomi se stessi per morire. Non mi portarono in ospedale”. Nell’epoca dei purity ring delle star di Disney Channel, del resto, quella della verginità era diventata un’ossessione del marketing, in cui Britney Spears (ma anche Christina Aguilera e lo stesso Timberlake) erano simboli “troppo sexy” che preoccupavano i genitori d’America. A tal proposito, Britney ricorda come il sessismo e l’ipocrisia hollywoodiana la volevano pura ma sexy, ammiccante sul palco ma pudica nel privato. È sua, scrive, l’idea di indossare “abiti da scolaretta” nel video di Baby One More Time.
Fatto sta che, agli occhi del mondo intero, dopo la rottura con il cantante lei divenne la cattiva che aveva spezzato il cuore del bravo ragazzo. “La verità – scrive – è che io ero comatosa in Louisiana e lui felice in giro per Hollywood” (e che in realtà lui aveva mollato lei tramite sms).
Spears dice la sua anche sui NSYNC, la boyband di cui Timberlake faceva parte insieme a Lance Bass, JC Chasez, Joey Fatone e Chris Kirkpatrick. “Erano bianchi, ma amavano l’hip hop. È ciò che, a parer mio, li separava dai Backstreet Boys, che coscienziosamente si posizionavano come gruppo di bianchi. I NSYNC se la facevano con gli artisti neri, cercavano di integrarsi a tutti i costi…”
Questo estratto, in particolare, è diventato virale nella sua versione audiolibro: la voce narrante è quella dell’attrice Michelle Williams, che qui imita la voce di Justin Timberlake.
https://twitter.com/chockietee/status/1716916492439289967?t=CFU2h-YkKlbEVRngY16QFw&s=19
Nel libro Britney Spears parla anche di un altro flirt, quello con l’attore Colin Farrell: “Abbiamo trascorso insieme due settimane di fuoco, anzi di lotta. Eravamo sempre così avvinghiati che sembravamo in rissa perenne”. E poi continua con il suo rapporto con l’Adderall (ma giura di non aver mai provato droghe), il matrimonio a Las Vegas con Jason Alexander durato 55 ore, e ovviamente l’episodio della testa rasata (“Era il mio modo di dire al mondo: f****lo!).
Tanto si è scritto e detto sulla vicenda della conservatoriship: è stato prodotto un documentario, Framing, e ne abbiamo parlato a lungo a queste pagine. Con The Woman in Me, l’ultimo tassello all’intricata storia viene aggiunto proprio dalla diretta interessata.
Di Woman in Me esiste anche una versione italiana edita da Longanesi. Il libro è disponibile dal 24 ottobre. Costo 19 euro.