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Britney Spears ha commentato il documentario “Framing” ballando sulle note di “Crazy”

Britney Spears balla sulle note di “Crazy” ma la controversa “conservatorship” è tutt'altro che estinta

Condiviso lo scorso 5 febbraio via Hulu per la serie The New York Times Presents, Framing Britney Spears di Samantha Stark è il documentario più discusso e commentato di questo 2021. Sulla pellicola sono stati spesi chilometri di commenti sui social, e nel dibattito allargato sono intervenute – a mezzo stampa – anche numerose celebrità (Sarah Jessica Parker, Bette Midler, Courtney Love ecc.) per via del delicato e universale tema dell’immagine pubblica e della sua manipolazione mediatica. Tra le numerose dichiarazioni, quella di Justin Timberlake è probabilmente quella che ha pesato di più, dato che il cantante si è scusato pubblicamente in una lunga lettera aperta per le azioni compiute al termine della loro relazione.

Inoltre il documentario ha tenuto banco per la nota e controversa vicenda patrimoniale della cantante, quella che vede il padre di lei, Jamie, da una parte e le varie campagne di sensibilizzazione a riguardo (vedi #FreeBritney) dall’altra.

Tutti avevano parlato di Framing Britney Spears tranne la diretta interessata, che si è espressa in queste ore per mezzo di una lettera indirizzata ai fan e un video in cui la vediamo ballare sulle note di Crazy degli Aerosmith. Spears dice di non aver visto l’intero documentario ma che alcune sue parti l’hanno imbarazzata al punto da trascorrere le seguenti due settimane a piangere.

 

 

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Nel frattempo, tornando all’amministrazione del patrimonio e alla cura della salute della cantante, la scorsa settimana, durante un’udienza, uno dei suoi avvocati, Samuel D Ingham III, ha chiesto al giudice di incaricare Jodi Montgomery come suo unico tutore degli “affari personali”, segnala il Guardian.

Montgomery era subentrato – assumendo una carica temporanea – al padre Jamie nel momento in cui questi si era ritirato dall’incarico nel 2019 per questioni di salute. La carica gli garantirebbe il controllo sulle cure mediche e la gestione delle visite ma anche la possibilità di applicare ordini restrittivi e la nomina delle guardie del corpo. Ma la “conservatorship”, come la chiamano negli Stati Uniti, sulla cantante è composta anche da una seconda parte, ovvero quella patrimoniale. Questa è tuttora amministrata da Jamie Spears assieme a un’azienda di recente nomina, la Bessemer Trust Company. Jamie aveva tentato di togliere di mezzo la terza parte ma il suo tentativo è stato recentemente bloccato da un giudice di Los Angeles. La prossima udienza è fissata per il 27 aprile.

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