Britney Spears intervistata al Jonathan Ross Show nel 2016 (still)

Britney vs Jamie Spears. «Invece di indagare sul mio comportamento e sulle mie facoltà mentali sarebbe stato meglio esaminare le sue»

Si è svolta ieri 14 luglio la nuova udienza del processo. Nuove dichiarazioni dalla viva voce di Spears, il nuovo avvocato chiede a Jamie di ritirarsi spontaneamente dai suoi affari

Nuovo aggiornamento sulla battaglia legale che vede Britney Spears contro il padre Jamie sulla questione del lato patrimoniale della conservatorship che permette tuttora a quest’ultimo di gestire le finanze della popstar. Parlando per la seconda volta da remoto alla giudice Brenda Penny, la cantante ha ribadito la ferma decisione di togliere al padre ogni controllo sul suo patrimonio, mostrando anche la ferma volontà di denunciarlo per abusi riguardo alla sua posizione di conservator per l’intero arco temporale in cui ha ricoperto tale carica, ovvero dal febbraio del 2008, periodo in cui controllava anche la sua persona a livello di salute e cure mediche (leggi anche somministrazioni farmacologiche). Come è noto, dal 2019, quest’ultima parte della conservatorship è in mano a una persona fidata dalla popstar, Jodi Montgomery, motivo per il quale sull’istituto giuridico non è stata ancora depositata alcuna formale richiesta di proscioglimento.

In attesa di chiarimenti definitivi su quest’ultimo punto, nella nuova deposizione Spears ha proseguito nel racconto delle sue vicissitudini: è stata costretta durante il Circus Tour a sottoporsi a test psicologici contro la sua volontà, le hanno prelevato il sangue più volte a settimana con la promessa della restituzione della libertà, le è stata ritirata la patente e proibito di bere caffé, di assumere le vitamine “pink hair” (le ha proprio descritte così, non abbiamo idea di cosa siano…) né di poter scegliere cosa mangiare.

«Invece di indagare sul mio comportamento e sulle mie facoltà mentali sarebbe stato meglio esaminare le sue», ha affermato Spears a un certo punto del discorso riferendosi al padre, ribadendo di aver fatto tutto ciò che le chiedevano senza ottenere mai nulla in cambio: la conservatorship continuava e lei continuava a lavorare.

Sono qui per sbarazzarmi della tutela di mio padre e incriminarlo per abusi. Questa conservatorship gli permette di governare la mia vita, questo è un abuso, sappiamo tutti che è così
Britney Spears, tribunale di Los Angeles

Nel frattempo, l’avvocato d’ufficio affidato alla Spears dall’inizio di questa vicenda si è ritirato, riporta Variety, e il giudice Penny ha acconsentito che gli subentrasse il più noto Mathew Rosengart, già al lavoro in passato con Sean Penn e Steven Spielberg, quest’ultimo. Già operativo, ha chiesto a Jamie di ritirarsi spontaneamente dalla tutela che la lega alla figlia, con l’avvocato della madre della cantante, Lynne Spears, presente in aula da remoto, ad appoggiare in tutto e per tutto le sue affermazioni.

Anche la società fiduciaria nominata dalla giudice Penny per affiancare il padre per le sopracitate questioni finanziarie (Bessemer Trust) si è ritirata, e lo stesso ha fatto lo storico manager Larry Rudolph: entrambi hanno addotto come motivazione la volontà della cantante di voler revocare la tutela a cui è tuttora sottoposta.

Mentre si svolgeva l’udienza, fuori dal tribunale si è radunato un folto gruppo di fan di Britney Spears. Il movimento #FreeBritney, che ve lo diciamo a fare, vuole che la conservatorship finisca una volta per tutte. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi.

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