Val Kilmer, The doors
Val Kilmer in un'immagine del film "The Doors" di Oliver Stone

The Doors di Oliver Stone torna al cinema, “The Final Cut” in 4K

Il biopic del 1991 con Val Kilmer nei panni di Jim Morrison torna in sala il 13, 14 e 15 luglio in versione restaurata e Dolby Atmos

The Doors di Oliver Stone torna in sala restaurato e in versione 4K con audio Dolby Atmos.

Possiamo a buon titolo definirlo un proto-biopic, proprio perché, all’epoca — siamo nel 1991 — non segue ancora un modello industriale codificato. La sua struttura è visionaria e frammentata, più interessata alla costruzione del mito che alla linearità biografica, lontana cioè dalla codificazione che si avrà da Bohemian Rhapsody in avanti, quando il biopic musicale diventerà una formula riconoscibile e ripetibile: narrazione ascendente e discendente, trasformazione attoriale, centralità del mito e semplificazione drammaturgica.

Protagonisti sono tre attori all’epoca già star: Val Kilmer nei panni di Jim Morrison, Meg Ryan e Kyle MacLachlan, coinvolti dal regista in una deriva percettiva dentro l’immaginario dei Doors e del loro frontman, dove la verità storica si dissolve in una narrazione allucinata e personale.

Il restauro curato da L’Immagine Ritrovata e supervisionato dallo stesso Stone — che ha ritoccato anche il montaggio di una scena finale — è volto a restituirne proprio questa ambiguità, tra documento e visione. «Volevo che il film fosse il più coinvolgente possibile, per ricreare l’autentica esperienza dei Doors degli anni ’60», ha dichiarato il regista.

Il film sarà nelle sale italiane il 13, 14 e 15 luglio.

Ricezione

Quando esce nel 1991, The Doors di Oliver Stone arriva sulla scia della riscoperta del rock degli anni ’60 e della cultura psichedelica, che dalla metà degli anni ’80 aveva attraversato tanto l’underground quanto il mainstream: dal Paisley Underground agli U2, dai Jesus and Mary Chain e Primal Scream fino a Bruce Springsteen, passando per le varie derive ibride vicine alla cultura baggy e rave.

La ricezione è da subito polarizzata: da un lato il film viene accolto positivamente per la sua forza visiva e performativa, con la mitopoiesi di Val Kilmer nei panni di Jim Morrison che diventa immediatamente un elemento di richiamo per nuove generazioni di spettatori.

Dall’altro lato, la critica è spesso severa, soprattutto per l’enfasi stilistica e le libertà storiche. Gli stessi membri dei Doors, Robby Krieger e John Densmore, contestano la rappresentazione, giudicata sbilanciata sulla figura del frontman e sul suo mito autodistruttivo, a discapito della dimensione collettiva della band.

Tracklist

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