Suno perde la causa: l’IA dovrà pagare per l’uso delle opere protette

Il tribunale regionale di Monaco ha stabilito che il generatore musicale AI ha utilizzato brani tutelati senza licenza per addestrare i propri modelli

Il generatore musicale basato sull’intelligenza artificiale Suno ha perso la causa intentata dalla società tedesca di gestione dei diritti d’autore GEMA. Il tribunale regionale di Monaco ha stabilito che la piattaforma ha utilizzato opere presenti nel repertorio dell’ente per addestrare i propri modelli AI senza aver ottenuto le necessarie licenze.

L’uso dei brani protetti

La causa, depositata nel gennaio 2025, riguardava l’utilizzo di brani come Daddy Cool dei Boney M., Mambo No. 5 di Lou Bega e Forever Young degli Alphaville, secondo GEMA impiegati da Suno nel processo di apprendimento automatico senza alcun compenso destinato agli autori.

La sentenza emessa il 31 luglio ha riconosciuto che Suno ha acquisito, elaborato e riprodotto illegalmente materiale musicale rappresentato da GEMA, rilevando una violazione delle norme sul copyright tedesche e statunitensi. La società dovrà ora versare un risarcimento, il cui importo non è ancora stato stabilito.

Il precedente europeo

La decisione potrebbe avere conseguenze rilevanti per l’intero settore dell’intelligenza artificiale applicata alla musica: secondo il tribunale, i modelli AI che utilizzano repertori protetti dovranno ottenere licenze e remunerare i titolari dei diritti.

«I modelli AI costruiti su proprietà intellettuale sottratta non hanno protezione dalla legge», ha dichiarato il CEO di GEMA Tobias Holzmüller dopo la sentenza. «I fornitori di servizi basati sull’intelligenza artificiale devono pagare per le licenze invece di utilizzare gratuitamente le opere dei nostri membri».

GEMA: “La creatività ha valore anche nell’era dell’AI”

Il presidente del consiglio direttivo di GEMA, Ralf Weigand, ha definito la decisione «un messaggio internazionale potente» a tutela del valore della creatività e dei diritti degli autori nell’epoca dell’intelligenza artificiale.

Secondo GEMA, la sentenza rappresenta un precedente importante non solo per gli oltre 100.000 membri dell’organizzazione tedesca, ma per tutti i creatori che si trovano oggi a confrontarsi con l’espansione degli strumenti generativi.

Suno valuta il ricorso

Suno ha contestato la decisione del tribunale e ha annunciato che valuterà un possibile ricorso. La società è già coinvolta in altre dispute legali: nel 2024 le major Warner Music, Sony Music Entertainment e Universal Music Group avevano avviato azioni legali contro la piattaforma per presunte violazioni del copyright su larga scala.

Nel 2025 Warner ha poi raggiunto un accordo con Suno attraverso una licenza, aprendo una strada diversa rispetto allo scontro giudiziario iniziale.

La crescita della musica generata dall’AI

La battaglia legale arriva in un momento di forte crescita della musica generata dall’intelligenza artificiale. La piattaforma streaming Deezer ha recentemente segnalato che i brani creati interamente con l’AI rappresentano oltre la metà dei nuovi caricamenti giornalieri sul servizio, superando per la prima volta quelli realizzati da musicisti umani.

La diffusione dei contenuti generati artificialmente ha spinto diversi servizi a introdurre misure di controllo: TIDAL ha annunciato che non riconoscerà royalties alla musica prodotta completamente dall’AI, mentre Spotify ha rimosso milioni di tracce considerate spam e ha intensificato i controlli sugli artisti falsamente attribuiti.

AI e diritto d’autore

La sentenza tedesca segue inoltre un’altra vittoria giudiziaria di GEMA contro OpenAI, accusata dall’organizzazione di aver violato le norme europee sul diritto d’autore attraverso il funzionamento di ChatGPT.

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