Steven Van Zandt, componente della E Street Band e un tempo attore (ne I Sopranos e Lilyhammer), è al centro di un documentario prodotto da HBO. S’intitola Disciple, l’allievo, e a dirigerlo troviamo Bill Teck, regista ma soprattutto produttore cinematografico.
Dopo la preview Tribeca Film Festival, la pellicola arriva sulla piattaforma di streaming il 22 giugno e contiene numerose interviste a amici e collaboratori a partire dalla più ovvia, quella a Bruce Springsteen.
Quando sei fuori dai patri confini, la gente non ti vede come un chitarrista o un tassista. La gente ti vede come americano. Non ho mai pensato di esserlo, vengo dal New Jersey!
Steven Van Zandt
Assieme alla sua stessa voce narrante, quelle di Paul McCartney, Eddie Vedder, Bono, Joan Jett, Peter Gabriel, Bill Wyman, Maureen Van Zandt e Darlene Love, un racconto corale che ne ripercorrerà ascesa (ad Asbury Park) e importanza come autentico rappresentante dello spirito r’n’r, ma anche come attivista e, non ultimo, per via di uno dei personaggi più amati della serie di culto di David Chase, Silvio Dante.
Nel trailer lo si vede sui palchi di arene e stadi ma anche come deus ex machina di Artists United Against Apartheid, l’associazione da lui fondata nel 1985 contro l’apartheid, entrata negli annali soprattutto per il singolo pro bono Sun City da lui scritto e cantato.
Per quella canzone Steven Van Zandt, anche noto come Little Steven (e Miami Steve), riuscì a reclutare numerosi artisti, tra cui i sopracitati Springsteen e Bono, ma anche Bob Dylan, Miles Davis, Lou Reed e Run DMC. A differenza di We Are the World, il brano parlava di cambiamento e libertà, non di fame e carità.