Film
Bao Nguyen
We Are The World: la notte che ha cambiato il pop
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Davide Cantire
- 4 Febbraio 2024
We Are The World: la notte che ha cambiato il pop è un documentario diretto da Bao Nguyen che ricostruisce appunto la notte in cui venne registrato l’omonimo brano realizzato a scopo di beneficenza, scritto da Michael Jackson e Lionel Richie e registrato con produzione di Quincy Jones da un ensemble di 45 incredibili talenti poi chiamato USA for Africa (dove il termine “USA” sta per “United Support Artists”).
Il documentario, uscito il 29 gennaio su Netflix, è prodotto da Lionel Richie, che svolge anche il ruolo di narratore principale, apparendo in video nello studio originale dove venne registrato l’iconico brano.
C’era Quincy Jones alla produzione. Ken Kragen e la sua compagnia, leggendario manager del mondo dello spettacolo, hanno gestito tutti questi incredibili talenti. Ci sono alcuni degli artisti musicali più iconici dell’epoca che hanno scritto la canzone. Se c’era una squadra in grado di creare questa canzone e di realizzarla, erano quella. Ma allo stesso tempo, hanno dovuto eseguire tutto – e tutto di nuovo – nell’arco di un periodo di tempo molto breve. Lionel Richie
Il film racconta la creazione della canzone di successo dall’inizio alla fine, nonché l’incubo di sincronizzare gli orari e i vari impegni di decine di artisti. Tuttavia, è facile capire come tutti siano stati disposti a partecipare. Non solo avrebbero potuto lavorare con alcuni dei nomi più talentuosi dell’industria musicale, ma anche per una grande causa: l’assistenza alla carestia in Africa.
Il tutto fu idealizzato dal leggendario produttore, cantante e attivista per i diritti civili Harry Belafonte, che si avvalse dell’aiuto di Quincy Jones per la produzione e di artisti come Michael Jackson e Lionel Richie per la scrittura dei testi. Alla voce si sono alternate star di fama mondiale come Diana Ross, Kenny Rogers, Cyndi Lauper, Ray Charles, Billy Joel, Bruce Springsteen, Tina Turner, Paul Simon, Bob Dylan e molti altri.
Il commento
I filmati di repertorio, tra cui alcuni anche inediti, mostrano l’intensità dell’operazione e l’immenso sforzo produttivo e organizzativo assolutamente necessario per mettere insieme la squadra di talenti che avrebbe fatto la storia della musica (a un certo punto si era persino parlato della possibile partecipazione di Prince, storico rivale di Michael Jackson, ma purtroppo non se ne fece nulla.
Nguyen è abile nel ricostruire sia i momenti più intensi delle registrazioni, condizionati anche da parecchia frustrazione, frutto di un lavoro di parecchie ore prolungatosi per tutta la notte, la stessa notte in cui parecchi dei presenti erano stati impegnati alla cerimonia di premiazione degli American Music Awards (condotta dallo stesso Richie) che quelli più spensierati e divertenti (come quando tutto il gruppo intona Day-O in omaggio a Harry Belafonte, ispiratore di tutta l’operazione).
Come non riconoscersi, infine, nell’inadeguatezza di Bob Dylan, completamente a disagio nelle varie fasi di registrazione, salvo poi essere risollevato da una mossa geniale di Stevie Wonder, il quale lo incoraggia a cantare alla sua maniera dopo aver riadattato il suo passaggio (con tanto di imitazione della sua voce). Insomma, un documentario imperdibile per tutti gli amanti della storia musica che in una volta sola si ritroveranno davanti alcuni dei volti più importanti in una veste particolarissima e inusuale.
We Are the World è ancora oggi uno dei singoli più venduti di tutti i tempi e i profitti delle vendite del disco sono stati tutti destinati a USA For Africa insieme alle donazioni pubbliche. Su queste pagine trovate anche il nostro approfondimento su Do They Know It’s Christmas?, brano della Band Aid assemblata da Bob Geldof e registrato pochi mesi prima, nel dicembre 1984, per combattere la carenza di cibo in Etiopia.
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