Nel corso delle sue tre stagioni su Netflix, Squid Game ha dimostrato una notevole capacità di sorprendere il pubblico. E una delle sue sorprese migliori è arrivata proprio negli ultimi istanti del finale, amplificata da un’apparizione tanto inaspettata quanto prestigiosa: quella dell’attrice premio Oscar Cate Blanchett.
Non serve conoscere nel dettaglio la catena di eventi che porta il Front Man (Lee Byung-hun) a Los Angeles: tutto ciò che conta è ciò che accade mentre è bloccato nel traffico nel cuore della città. A un certo punto, nota una scena familiare: due persone in piedi in un vicolo stanno giocando una partita di ddakji. Uno dei due è un uomo chiaramente in difficoltà economiche; l’altro è – sorprendentemente – proprio Cate Blanchett, impeccabile in un completo nero, intenta a schiaffeggiare il suo avversario secondo le regole del gioco.
Accortasi di essere osservata, Blanchett si limita a rivolgere un sorriso al Front Man. Il messaggio è chiaro: lo Squid Game non finirà mai, e potrà continuare ovunque nel mondo.
Una scena tanto simbolica quanto densa di possibili interpretazioni. Potrebbe essere letta come l’annuncio implicito di uno spin-off in lingua inglese, anche se Hwang Dong-hyuk, in una nota ufficiale inviata alla stampa, ha sottolineato di aver “dedicato molta attenzione alla chiusura di questa storia”, facendo intendere che questa terza sarà l’ultima stagione della serie.
La presenza di Blanchett, che non è certo una presenza ricorrente in ambito televisivo – l’abbiamo vista di recente nella serie limitata Disclaimer su Apple TV+ – aggiunge ulteriore fascino a un finale già carico di tensione e significati.
In attesa della nostra recensione del finale, vi rimandiamo a quelle prima e seconda stagione di Squid Game.