Springsteen
Springsteen on Broadway (Netflix)

Springsteen a Ferrara. Parla il promoter: «Giù le mani da Bruce»

Continua il botta e risposta tra addetti ai lavori e fan, musicisti e influencer sul mancato pronunciamento del Boss sull'alluvione in Emilia Romagna

Claudio Trotta, lo storico promoter che da anni porta il Boss in Italia, non ci sta. E lo mette in chiaro in un post condiviso via social media: «giù le mani da Bruce Springsteen», a partire da quelli come Manuel Agnelli e Carlo Massarini che si domandano, perplessi, le ragioni dietro al silenzio di un rocker da sempre dalla parte della working class e di chi lotta contro le vicissitudini della vita.

Springsteen, giovedì 18 maggio, a Ferrara, non si è pronunciato sulla tragedia che si stava consumando a pochi chilometri dal palco in cui stava suonando. E questa decisione, ponderata o meno, non poteva che far discutere fan e addetti ai lavori.

«L’ondata di ipocrisia e retorica, che ha spento e non illuminato la mente di alcuni media e cantanti, va rispedita al mittente senza se e senza ma», sottolinea Trotta, rivolgendosi direttamente ai sopracitati ma anche a Roberto Vecchioni, che pure si è esposto pubblicamente sulla questione («Me lo sarei aspettato dall’ultimo rocker del mondo, ma non dal più grande per cuore e per anima»). E sulla mancata beneficenza ex post, recriminata da molti e sottolineata da Agnelli, aggiunge: «se la si fa non lo si sbandiera ai quattro venti, la si fa e basta».

L’impegno del Boss

In passato Bruce Springsteen si è distinto come musicista impegnato, anche sul fronte dei live. Al Jazz Fest di New Orleans del 2006, ad esempio, che quell’anno sanciva, almeno livello musicale, la ripartenza della città allora duramente colpita dall’uragano Katrina, ha cantato una versione aggiornata di How can a poor man stand such times and live di Blind Alfred Reed con l’aggiunta di strofe ad hoc (“There’s a body floatin’ on Canal and the levees gone to hell, Martha, get me my sixteen gauge and some dry shells, them who’s got out of town, and them who ain’t got left to drown”). Quel brano avrebbe dovuto rientrare nella tracklist dell’album dedicato a Pete Seeger, We Shall Overcome, una serie di canzoni legate all’icona folk tra traditional scoperti, riproposti o presenti nel suo repertorio. Ma questo è chiaramente uno dei tanti esempi che si possono fare parlando dell’impegno di un musicista da sempre in prima linea per questo tipo di cose.

Non è detto dunque che in futuro non possa venir scritta o riarrangiata una canzone che parli dei fatti dell’Emilia-Romagna o, come qualcuno ha suggerito, già tra le canzoni esistenti ed eseguite a Ferrara le menzioni alle tragedie che una comunità si trova ad attraversare non mancano ed erano lì per dar conforto.

Tracklist

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