Graham Nash a Pistoia Blues 2018, foto di Patrizio Brualli

Spotify. Dopo Young, Mitchell e Lofgren, anche Graham Nash toglie la propria musica

Non si arresta la protesta di chi ritiene inaccettabile la politica di Spotify riguardo al podcast di Joe Rogan

La nuova policy di Spotfy, non convince la comunità musicale. Dopo il boicottaggio di Young, Mitchell e Lofgren, anche Graham Nash ha deciso di togliere la propria musica dalla piattaforma di streaming.

Sono assolutamente d’accordo Neil Young. C’è differenza tra essere aperti a punti di vista differenti riguardo a un argomento e diffondere consapevolmente false informazioni che oltre 270 medici professionisti considerano false e pericolose… …Le opinioni di Joe Rogan sono così disoneste e non supportate da fatti concreti che Spotify diventa un veicolo di propaganda che costa la vita alle persone.
Graham Nash

C’è un motivo per il quale il colosso dello streaming non ha cancellato il podcast dal palinsesto mediatico preferendo apporvi un “content advisory”. Sono circa 16 milioni le persone collegate al suo show ad ogni puntata, la maggior parte di queste appartenenti all’America repubblicana e trumpiana.

Gli avvisi indirizzeranno gli ascoltatori al nostro hub dedicato al COVID-19, una risorsa che fornisce un facile accesso ai fatti basati sui dati, informazioni aggiornate condivise da scienziati, medici, accademici e autorità sanitarie pubbliche in tutto il mondo, nonché collegamenti a fonti attendibili.
Daniel Ek

L’intervento di Joe Rogan

Lo stesso Rogan è intervenuto nel dibattito nei gironi scorsi dicendosi d’accordo con le nuove disposizioni, giustificando però il proprio operato. Dice di aver «sempre e solamente cercato di costruire un dibattito tra ‘opinioni differenti’», ricordando di aver invitato al Joe Rogan Experience voci non controverse. Fa nomi come il dottor Sanjay Gupta, corrispondente medico capo della CNN, il dottor Michael Osterholm, membro del comitato consultivo COVID-19 del presidente Joe Biden, e quello del dottor Peter Hotez del Baylor College of Medicine. Ma è chiaro qual è stato l’orientamento politico-ideologico del programma fin qui.

Togliere la propria musica da Spotify non è immediato

Come abbiamo appreso da Neil Young, che ha dovuto farsi spalleggiare dalla propria etichetta discografica per ottenere la rimozione della propria musica, togliersi da Spotify non è facile. Band come i Belly, non potendo fare altrettanto per obblighi contrattuali, hanno preferito cambiare la propria immagine sul profilo pubblico sostituendola una con la scritta “DELETE SPOTIFY.” Nel frattempo, anche altri autori di podcast come Brené Brown e Tom Scharpling stanno meditando di prendere le distanze dalla piattaforma.

Il movimento #cancelspotify

Su scala più ampia, le scelte di Young e Mitchell hanno avuto una ricaduta importante sull’intero movimento #cancelspotify. Su Twitter in molti si dicono pronti a lasciare il servizio di streaming o dichiarano di averlo già fatto anche in segno di protesta contro gli investimenti in tecnologia bellica effettuati dalla piattaforma digitale lo scorso anno.

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