Spotify comunica da sempre gli aggiornamenti riguardanti la piattaforma sul blog personale. Tra questi, oltre alla consueta azione di contrasto alle frodi, ve n’è uno destinato a far discutere: è stato deciso che le canzoni sotto i mille ascolti l’anno non percepiranno più alcun compenso.
Si tratta di una decisione redistribuiva, specifica il colosso svedese, in quanto l’introito prodotto da queste tracce andrà a chi dipende maggiormente dai guadagni dello streaming, ovvero agli artisti e band che fatturano più della sopracitata soglia diventata valore di riferimento.
I dati parlano chiaro: il 60% delle tracce presenti sulla DSP conta meno dell’1% degli ascolti totali in quanto non raggiungerebbe i 1000 stream l’anno. E ciò che più conta, i ricavi provenienti da queste tracce – circa 40 milioni di dollari sempre su base annua – verrebbero spesso “dimenticati”, ovvero non riscossi per un discorso di convenienza da parte di chi li dovrebbe incassare – label e distributori – per poi versarne una parte agli artisti.
Dato che etichette e distributori richiedono una somma minima per eseguire la transizione (solitamente tra i 2 e i 50 dollari) e visto che le banche impongono una tassa sulle transizioni (tra 1 e 20 dollari), questi soldi spesso non raggiungono gli artisti e questi piccoli pagamenti vengono spesso dimenticati
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La novità arriva dopo numerose voci sull’argomento trapelate nelle scorse settimane. Il provvedimento sarà effettivo nei primi mesi del 2024.