South Park, Satana e Donald Trump
South Park, Satana e Donald Trump (via Comedy Central, 2025)

South Park colpisce ancora: Trump nudo, satire miliardarie e grane per Paramount

Mentre Paramount prova a ingraziarsi l’amministrazione Trump, il nuovo episodio di South Park la mette in imbarazzo con una raffica di provocazioni

Nel giro di poche settimane, Paramount ha imboccato una direzione che sa di sudditanza politica: 16 milioni di dollari versati a Donald Trump per archiviare una causa ritenuta infondata su un’intervista di 60 Minutes, la cancellazione del Late Show with Stephen Colbert e – secondo alcuni dossier riportati da COS – l’impegno, preso con la FCC dell’era Trump, ad abolire le politiche DEI (Diversity, Equity, Inclusion) in vista della fusione con Skydance.

Unica distrazione da questo cortocircuito politico-industriale? Il mega-accordo da 1,5 miliardi siglato con Trey Parker e Matt Stone che estende i diritti globali di South Park su Paramount+ e assicura la produzione di cinque anni di nuove stagioni.

E proprio South Park – come da tradizione – torna a far discutere: il primo episodio della stagione 27, andato in onda su Comedy Central (di proprietà Paramount), è un attacco frontale a Trump, alle sue crociate legali, alla paranoia della destra americana contro la cancel culture e, più in generale, alla capitolazione delle grandi aziende ai diktat politici.

Al centro dell’episodio, un Trump animato in stile canadese – con la classica testa fluttuante – ma col suo vero volto. Il ritratto è feroce: micropene in bella vista, letto condiviso con Satana e un finto PSA conclusivo (ispirato ai rumor su un vero PSA promesso da Paramount a Trump) con un Trump AI, nudo nel deserto, sempre con attributi ridotti.

Parker e Stone hanno anche lanciato un sito dedicato, HeTrumpedUs.com, dove si può rivedere il messaggio in tutta la sua gloria. Una mossa da manuale per chi ha appena firmato un accordo miliardario con la stessa azienda che ora vorrebbe stare in silenzio.

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