Il segreto dietro una hit di successo? Lo rivela il produttore Max Martin

Max Martin, produttore di The Weeknd, Britney Spears e Taylor Swift, ha parlato dell’essenzialità del suo lavoro in una rara intervista concessa al quotidiano svedese Di Weekend

Max Martin, produttore di The Weeknd, Britney Spears e Taylor Swift, ha parlato del suo lavoro in una rara intervista concessa al quotidiano svedese Di Weekend. Si tratta, infatti, della prima intervista in oltre sedici anni. Il produttore svedese è la mente dietro al successo di hit come Can’t Feel My Face di The Weeknd, Baby One More Time della Spears o ancora di Shake It Off della Swift; 58 delle canzoni da lui prodotte sono entrate nella Top 10 di Billboard e 21 di esse hanno toccato la vetta.

Nell’intervista, Martin rivela il segreto per produrre la hit perfetta: «Dovresti accorgerti subito quando senti una grande canzone pop. Puoi sentire un brano grandioso tecnicamente e che tocchi tutti i tasti giusti, ma per una hit ci vuole qualcos’altro. È importantissimo per me ricordare bene il pezzo già dopo il primo o il secondo ascolto. Questo è qualcosa che ti fa dire: “Ho bisogno di risentirla ancora”. È fondamentale. Qualcosa che vorresti sentire ancora. E ancora. Per una buona riuscita non ci dovrebbero nemmeno essere troppi nuovi elementi insieme, ma uno alla volta. Come in un film: non si possono introdurre dieci personaggi nella prima scena, devi conoscerne bene uno prima di presentarne un altro».

Tra i suggerimenti avanzati da Martin, anche brani composti da ritornelli un po’ diversi: «Se sentite il primo, il secondo e il terzo ritornello di una canzone, non suonano allo stesso modo. La melodia è la stessa e tutto il resto, ma quello che realmente succede è che l’energia cambia. Sta tutto nel tenere desta l’attenzione dell’ascoltatore». Fondamentale è anche la parte vocale: «Sono sempre presente alle registrazioni delle parti vocali: cantare coinvolge tutta una sfera psicologica. Se il cantante non ha avuto una grande giornata o trova tutto incredibilmente noioso, il mio ruolo diventa paragonabile a un coach per tirare fuori il meglio dall’artista». Per leggere l’intervista completa vi rimandiamo al sito ufficiale del quotidiano.

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