Tananai
Tananai, still dalla performance a Sanremo 2023

Sanremo 2023. Tananai, dal sesso occasionale al rapporto duraturo (con la canzone italiana), “Tango”

Le buone maniere e le affatto cattive intenzioni di un brano che gioca fin troppo bene su pathos orchestrale, crooning e afflato tipicamente sanremese

Mentre la programmazione del tour, a fronte di buone se non ottime prevendite, scala a livello palazzetto, e l’album Rave, Eclissi sta andando bene sia lato singoli che complessivamente, Tananai torna a Sanremo con Tango. E lo fa sapendo che questa volta ultimo non arriverà, vuoi per le otto leve di Sanremo giovani che probabile faranno peggio di lui, vuoi perché dal dance-itpop con il quale si è fatto conoscere al grande pubblico rivierasco lo scorso anno è passato la più classica delle prose sanremesi, orchestra e tutto. Il lato serio de La dolce vita.

Dal Sesso Occasionale il rapporto duraturo parla la lingua di una pomposa storia d’amore vissuta in lontananza. I co-writer Paolo Antonacci (figlio di, e nipote di Gianni Morandi nonché co-autore anche di Rosa Chemical), Alessandro Raina e Davide Simonetta la condiscono appena di citazionismo pop (tirando in ballo i Police un po’ a cazzo – ma fa parte del giochino) e ci danno dentro di taglia & cuci dal canzoniere classico italiano di gente come Michele Zarrillo o anche Massimo Ranieri, che peraltro, nella stessa sera, si divertiva in un amarcord/karaoke del proprio repertorio maggiore accanto a Morandi e Al Bano.

Tananai ci aveva fatto capire con Abissale – performance annessa e connessa – che la (teen) ballad dal sapore vascorossiano era una carta che gli veniva facile, Tango ne propone una versione adulta prodotta anche troppo bene. Sul piano della emozionalità collaudata che il format richiede, a Ultimo la stessa prosa viene molto meglio – se non altro è lui a scriversi i pezzi, qui abbiamo parolai professionisti al servizio di un personaggio che risulta più intrigante quando è nonsense e piacione, sfrontato e paraculo. Qui non fa incazzare nessuno, e questo mare di maniera e romanticismo 60s sembra un esercizio di stile più che di sostanza. Al Palazzetto i fan, cellulari in cielo, apprezzeranno sicuramente. Noi meno.

Tracklist

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