L’Agnata non è certo un posto da passerelle. Domenica scorsa la storica tenuta gallurese di Fabrizio De André si è trasformata in un’arena di un accesissimo scontro politico e ideale. A scatenare gli animi durante il tradizionale concerto-tributo al cantautore genovese, inserito all’interno del festival Time in Jazz, è bastata la presenza in prima fila del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Una provocazione involontaria, per molti, che ha scatenato la platea in pochissimo tempo.
L’esibizione di Diodato era iniziata da una manciata di minuti quando una ragazza si è alzata in piedi, interrompendo la musica, rivolgendosi direttamente al cantante sul palco: “Tu sei bravissimo, ma non è possibile che qui sia presente una persona che con le canzoni di De André non c’entra nulla. Io mi sento offesa e non posso continuare a restare qui”.
Una pioggia di fischi mischiata a numerosi applausi di sostegno da parte del pubblico hanno costretto Diodato a cercare di elevare il senso della serata: l’artista ha auspicato apertamente che la musica e il messaggio libertario di De André potessero in qualche modo “illuminare la politica e chi la governa”.
Dori Ghezzi prova a spegnere le polemiche
A tentare di riportare la calma è stata proprio Dori Ghezzi, seduta in prima fila accanto al ministro leghista. La vedova di De André ha preso le distanze dalla protesta, provando a fare da scudo e rivendicando la necessità (quasi forzata) dell’inclusione: “Non sono d’accordo con voi. Io la penso diversamente, sono sempre di sinistra, ma è giusto anche creare un dialogo. La musica deve unire”.
L’affondo sui social di Alice è senza sconti
Di parere diametralmente opposto è apparsa invece Alice De André, figlia di Cristiano e nipote del cantautore, che ha affidato a un duro reel su Instagram la propria totale vicinanza alla contestatrice. Zero diplomazia per la giovane, che ha attaccato duramente il leader del Carroccio:
Non so cosa sia riuscito a capire Salvini dei testi di mio nonno [..]. Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo. Una ragazza che contesta un politico a un concerto di De André non è fuori luogo.
Non solo, in poco più di un minuto Alice smonta la retorica di un De André “patrimonio di tutti”, pretendendo coerenza anche dal pubblico:
Volete De André? Allora prendetevelo tutto. Non soltanto le canzoni che fanno bella figura alle commemorazioni. Prendetevi anche quello che pensava. Ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere. Davanti a quella scena, mio nonno avrebbe fermato il concerto e probabilmente gli avrebbe chiesto che cazzo ci faceva lì.
Il Festival alza il muro: “Salvini? L’antitesi dei nostri valori”
Nel frattempo anche il direttore artistico di Time In Jazz, Paolo Fresu, ha voluto fare immediata chiarezza sulla vicenda con una nota ufficiale. Il celebre trombettista ha negato ogni coinvolgimento da parte dell’organizzazione del Festival:
NOI non abbiamo invitato Salvini. NOI non avremmo mai invitato Salvini. NOI non abbiamo diritto di cacciare nessuno, soprattutto dalla casa degli altri
Fresu ha poi precisato che i precedenti post social del festival sulla tolleranza non erano critiche alla contestatrice, né una difesa verso Salvini, al quale non sono mai stati stesi tappeti rossi:
Credo fosse l’unico modo che avevamo per manifestare il dissenso verso una persona di cui non stimiamo né pensiero né operato. Salvini è per noi l’antitesi di quei valori [di tolleranza e accoglienza].
Da parte del Vicepremier, per ora, solo silenzio. Ma l’Agnata nel frattempo si conferma terra dove la musica, per usare le parole di chiusura di Fresu, si fa “per navigare e non per naufragare”.