Alla vigilia del suo Legends Slot al Glastonbury Festival 2025, Rod Stewart prende una posizione netta e pubblica contro Donald Trump, suo ex vicino di casa in Florida e conoscente di lunga data. In un’intervista al Radio Times, l’artista ha raccontato: “Lo conoscevo molto bene. Vivevamo a mezzo miglio di distanza. Andavo alle sue feste di Natale. Mi piaceva perché era un uomo tutto d’un pezzo, ma, per quanto ne so, non ha mai trattato bene le donne”.
Tutto è cambiato con la sua ascesa in politica: “Da quando è diventato Presidente, è un altro uomo. Non lo riconoscevo più”. Alla domanda su un possibile riavvicinamento, la risposta è stata secca: “No, non potrei più. Finché vende armi a Israele – e lo fa ancora – non posso. Quella guerra non finirà mai così”.
Stewart non risparmia nemmeno il Regno Unito: “Anche noi dovremmo smettere di venderle. Quello che [Benjamin Netanyahu] sta facendo ai palestinesi è lo stesso che è stato fatto agli ebrei. È annientamento. Vuole solo eliminarli tutti. Non so come facciano a dormire la notte”.
L’intervista tocca anche il live di Rod Stewart a Glastonbury, al centro di alcuni dubbi dopo la cancellazione di una serie di show a Las Vegas per via dell’influenza, riporta NME. Il cantante ha confermato la presenza, spiegando però di aver dovuto negoziare con gli organizzatori per allungare la durata del set: “Mi avevano dato solo un’ora e un quarto. Di solito suono per due ore. Ho chiesto altri 15 minuti. Ho tre ospiti con me e tanti brani che la gente ama che non riuscirò a suonare”.
Sulla questione palestinese e su Glastonbury è intervenuto di recente anche Johnny Marr, che in una dichiarazione diffusa via social ha espresso solidarietà ai Kneecap. Il collettivo nordirlandese, noto per le sue posizioni politiche radicali, era finito al centro di una controversia e di procedimenti legali legati proprio alla sua presa di posizione sul conflitto israelo-palestinese. La loro partecipazione al festival era stata messa in dubbio da pressioni esterne rivolte agli organizzatori. Marr ha preso le loro difese pubblicamente, schierandosi contro ogni forma di censura artistica.