Tra gli effetti nefasti del lockdown ce n’è stato uno che, seppur meno drammatico di quelli risaputi, è andato a inficiare uno dei capisaldi del cinema 80s: Rocky IV. È successo infatti che Sylvester Stallone ha rimontato da capo il suo film del 1985, quarto capitolo della saga sul pugile più famoso del cinema, e – monta che ti rimonta – ha finito per stravolgere in parte l’afflato della pellicola da lui scritta, diretta e interpretata, e che andava letta anche nel contesto geopolitico dell’epoca: l’inizio della fine della Guerra fredda e il disgelo tra Stati Uniti e quell’Urss che di lì a poco si sarebbe dissolta. D’altro canto, non c’è dubbio che le intenzioni dell’attore e regista fossero proprio quelle di dare un senso diverso all’opera.
Nella nuova director’s cut, intitolata Rocky IV: Rocky vs. Drago e dalla durata di poco superiore al film originale, Stallone ha inserito una gran quantità di riprese inedite risalenti al moltissimo girato dell’epoca in luogo di svariate sequenze ormai stranote a ogni appassionato – specie quelle della parte iniziale della pellicola – conferendo così un altro taglio alla storia, come spiega il Guardian. In particolare Stallone ha dato più risalto al legame di amicizia tra Rocky e Apollo, che come si ricorderà moriva poco prima di metà film sotto la mannaia “guantonata” di Ivan Drago, e ha eliminato scene indimenticabili e nondimeno funzionali – per quanto paradossale potesse sembrare – a mostrare l’evoluzione dei personaggi come quella della “robottina” tuttofare che lo Stallone Italiano regalava a suo cognato Paulie per il compleanno. Ma anche nel resto del film i cambiamenti sono piccoli ma evidenti e tutti insieme contribuiscono a restituire la nuova direzione che Sly ha voluto dargli: dalle sequenze dello stesso combattimento Apollo vs. Drago a quelle dell’incontro finale, con maggiore durata e minor numero di inquadrature di Talia Shire/Adriana sugli spalti così come del figlio di lei e Rocky a casa; dalla minore presenza di Brigitte Nielsen bilanciata da più battute dette dall’allenatore del pugile sovietico (sorta di Vujadin Boskov cinico e spietato della boxe russa) al maggior risalto dato al senso di colpa di Rocky per non essere andato lui a combattere inizialmente contro Drago al posto di Apollo.
Già nel recente Creed II era tornata in auge la rivalità tra il pugile italoamericano e l’eccezionale atleta sovietico impersonato da Dolph Lundgren, ma il tutto senza le connotazioni extra-ring di Rocky IV, che della saga fu l’episodio più leggibile in chiave propaganda reaganiana nel periodo in cui l’Urss si avviava alla Perestrojka. Del resto la stessa serie di Rambo, muovendo come Rocky dalla narrazione uncool da underdog statunitense del primo capitolo, con l’uscita dei vari sequel si trasformò in manifesto stellestrisce in chiave apertamente antisovietica. Solo con Rocky V (1990) Stallone tornerà al mood del primo film ma i risultati saranno tutt’altro che entusiasmanti e la saga canonica passerà agli annali come manita di pellicole prima della riesumazione con Rocky Balboa (2006) e i due spin-off del dittico Creed.
Di seguito il trailer di Rocky IV: Rocky vs. Drago: