Ritirato episodio di “Fawlty Towers” per insulti razzisti. John Cleese non ci sta

Per John Cleese chi ha ritirato la puntata di "Fawlty Towers" è "gente stupida attaccata solo alla poltrona".

La febbre revisionista che in seguito alle proteste antirazziste di questi giorni ha già colpito Via col vento, si espande a macchia d’olio. Dopo il contestato ritiro del film dal catalogo di HBO e la cancellazione della sua proiezione a Parigi, ora è il turno delle serie TV. Ricordate Fawlty Towers, la sit-com britannica trasmessa negli anni Settanta della BBC (e andata in onda in Italia sul canale satellitare Jimmy)? Ebbene, UKTV, l’emittente multicanale interamente di proprietà della stessa BBC, ha deciso di ritirarne uno dei dodici episodi perchè conterrebbe «insulti razzisti».

«Abbiamo ritirato temporaneamente un episodio della serie intitolato The Germans – recita la nota del canale postata a mezzo Twitter – perchè contiene insulti razzisti. Correggeremo la puntata, come facciamo sempre per i vecchi contenuti al fine di venire incontro alle aspettative del pubblico e utilizzare il linguaggio più appropriato. Alcuni spettacoli contengono avvisi e altri vengono modificati. Ora vogliamo prenderci del tempo per considerare tutte le opzioni riguardanti questo episodio».

L’insulto in questione, che nello specifico era la parola niggers (negri, ndSA) associata a degli sportivi, veniva pronunciato dal Maggiore Gowen (Ballard Berkeley), un vecchio soldato con una visione antiquata del mondo.

La decisione da parte dell’emittente di rimuovere la puntata, però, non trova d’accordo l’attore e ideatore della serie, John Cleese, noto per essere uno dei membri dello storico gruppo comico britannico Monty Python, che ha definito «stupido» chi l’ha presa. «Se metti delle parole cretine in bocca a qualcuno di cui vuoi prenderti gioco, non stai veicolando il suo messaggio, lo stai solo prendendo in giro – ha spiegato Cleese in una nota riportata da Sky News – Il Maggiore era un vecchio fossile, un rimasuglio di epoche precedenti, non stavamo dandogli ragione ma lo stavamo prendendo per i fondelli. Se non capiscono questo, se la gente è troppo stupida per afferare il concetto, cosa posso farci?», si è chiesto l’attore riferendosi ai dirigenti che hanno deciso la cancellazione dell’episodio. «È ammirabile che si cerchi di rendere la nostra società meno discriminatoria – ha aggiunto l’attore – ma ci sono persone alla BBC che vogliono solo restare attaccate alla loro poltrona. Se un po’ di gente si agita, loro preferiscono tranquillizzarla piuttosto che puntare i piedi come avrebbero fatto 30 o 40 anni fa».

La miccia delle numerose proteste in giro per il mondo è stata l’uccisione dell’afroamericano di Minneapolis George Floyd, avvenuta alla fine di maggio. Nelle settimane successive, però, la furia dei manifestanti è divenuta iconoclasta al punto che dapprima negli Stati Uniti e poi anche in altri paesi sono stati abbattuti numerosi simboli e statue che – a detta dei dimostranti – erano riconducibili al razzismo, al colonialismo e allo schiavismo.

Sull’uccisione di Floyd si sono espressi svariati artisti, tra cui la popstar Billie Eilish, autrice di uno sfogo via Instagram, Morrissey, con un (criticato) post su Twitter e il grande Spike Lee, con un nuovo cortometraggio intitolato 3 Brothers. Su SA trovate anche un ottimo articolo di Beatrice Pagni sulla vicenda.

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