Rimborsi tour Paul McCartney. D’Alessandro & Galli: «Il voucher unica strada»

Dai social al Codacons, non si è ancora placata la polemica montata nei giorni scorsi riguardo ai rimborsi dei biglietti per i due concerti che Paul McCartney avrebbe dovuto tenere quest'estate in Italia

Dai social al Codacons, non si è ancora placata la polemica montata nei giorni scorsi riguardo ai rimborsi dei biglietti per i due concerti che Paul McCartney avrebbe dovuto tenere quest’estate in Italia, ovvero quelli di mercoledì 10 giugno 2020 in Piazza del Plebiscito, a Napoli, e sabato 13 giugno 2020 presso le Mura Storiche di Lucca all’interno di Lucca Summer Festival 2020.

Il contenzioso riguarda i voucher che D’Alessandro e Galli, grazie al decreto rilancio, ha messo a disposizione degli acquirenti come unica opzione rispetto al rimborso in denaro chiesto a gran voce dai contestatori. I prezzi dei biglietti dei live dell’ex Beatles arrivavano a costare oltre i 200 euro e il malcontento dilagato in rete ha persino prodotto una canzone sfottò intitolata Yesterpay («Paul, ho la metà dei soldi in banca che avevo prima / Mi dicono che posso andare da un’altra parte ma non dicono dove / Ho pagato per te Paul ma ora vorrei tanto essere rimborsato»). Al mare di polemiche e insulti, sulle pagine del Fatto, ha dunque risposto Mimmo D’Alessandro, co-fondatore assieme a Adolfo Galli dell’omonima agenzia attiva dal 1987, che se da un parte dipinge uno scenario drammatico per la sua azienda – il cui fatturato estivo è di fatto azzerato dal Coronavirus – dall’altra adduce complicazioni di natura (economico) strutturale riguardo al rimborso dei biglietti.

«Io sto cercando di difendere con le unghie e con i denti la mia struttura. Ho messo in smart working alcuni dipendenti che lavorano 4 ore al giorno, il resto è in cassa integrazione», scrive il promoter la cui agenzia è rimasta fuori dal finanziamento stanziato dalla Regione Toscana per il settore musica. Ribadendo, inoltre, di non aver fatto scelte sbagliate a livello organizzativo, ma anzi di sentirsi vittima di una situazione drammatica che ha bloccato dall’oggi al domani non solo la sua società ma l’intera filiera musicale. «Noi siamo solo l’ultima ruota del carro e stiamo cercando di tenere in piedi tutto, affinché il prossimo anno si possa proporre un evento di tutto rispetto, come lo sarebbe stato quello di quest’anno», afferma, ribadendo che chi possiede il voucher relativo al concerto di McCartney, qualora lui non potesse esserci nel 2021, avrà comunque la possibilità di scegliere tra altri grandissimi artisti.

La differenza tra Italia e altri paesi europei starebbe, sempre secondo l’organizzatore, negli aiuti di cui il settore musica gode all’estero, aiuti che permettono oltre all’opzione del voucher l’ottenimento del rimborso in denaro del prezzo del biglietto acquistato. Il voucher era dunque l’unica soluzione praticabile per le date non solo di Macca, e anche per quelle di tour di pari cachet. «Se dovessi andare in banca a ritirare i soldi per ripagare tutti quelli che hanno acquistato il biglietto di un mio concerto annullato – spiega Mimmo D’Alessandro – la banca rimarrebbe senza soldi (glielo assicuro), e questo intaccherebbe l’economia con una crisi ulteriore che si riverserebbe sul cittadino».

Nel frattempo, il Codacons pensa ad una class action europea contro il ricorso ai voucher chiedendo «l’immediata restituzione di quanto pagato dagli utenti per eventi e concerti saltati, e le dimissioni del Ministro della cultura Dario Franceschini». «In questo momento i diritti dei consumatori sono calpestati sia dal Governo… …sia dagli organizzatori degli spettacoli, che pur consapevoli che i concerti di alcuni artisti non saranno più replicati, rifiutano di restituire quanto pagato dagli spettatori, concedendo solo buoni da spendere per altri spettacoli», ha spiegato il presidente Carlo Rienzi. Da qui, leggiamo su Repubblica, l’esposto alla Commissione Europea affinché apra una procedura di infrazione contro l’Italia per aver introdotto l’illegale strumento del voucher come unica forma di rimborso, e una azione collettiva contro gli organizzatori di eventi da parte degli spettatori che hanno acquistato i biglietti per spettacoli annullati (dal sito dell’Associazione si può già scaricare il modulo di diffida da inviare per ottenere il rimborso in denaro).

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