Al concertone del primo maggio di Roma, per la prima volta al Circo Massimo, c’era anche Morgan che, come di consueto, non ha mancato di far parlare di sé. Eseguita l’inedita Rutti, un’invettiva nello stile di De André, contro il mainstream italiano e suoi protagonisti (“qui confondono con la classifica… …qui si esagera pubblicando i rutti!”); brano presentato con un discorso contro Stato e politica (“non rispetta gli artisti, è un segno di arretratezza”), un appello affinché chi lavora nella musica abbia maggior considerazione e diritti.
Oggi per voi è festa, ma sul palco non è festa, questo è un giorno di lavoro e qui ci sono ragazzi competenti che non hanno tutela legale in questo Paese perché gli artisti non sono rispettati dalla politica. Ma dal popolo sì: rimanere senza musica vuol dire fare una vita peggiore, quindi questa è la vostra festa perché avete lavorato e vi godete lo spettacolo
Morgan
Il discorso preparato da Morgan non è che la continuazione di quanto dichiarato contro le major, l’industria discografica in generale e, in particolare, Warner all’ultima edizione di X Factor.
Davide Simonetta scrive le canzoni per loro, sono una combriccola di produzione discografica sostenuta dalla Warner che è anche la produzione del programma. Fedez, Dargen, la Michielin sono una squadra di lavoro che ha occupato X Factor. Non solo ero scomodo, ho smascherato i loro interessi
Morgan, novembre 2023
Dichiarazioni che cozzano con la recente firma di Marco Castoldi proprio per Warner. Secondo quanto leggiamo sul Sole24ore infatti Rutti rappresenterebbe il primo brano sotto il nuovo contratto.
Dopo 17 anni torno ad avere un contratto con una major. Mi hanno cercato loro. È una canzone a favore della musica: come insegna Orwell, il sistema promuove il rivoluzionario così localizza la rivoluzione
Morgan
Per quanto riguarda il finale sfumato dell’esibizione al Concertone, nessuna polemica.
L’ho chiesto io. Sfumate e io vado avanti per la piazza. È stato molto rock. È entrato il Tg e l’ho trovata una cosa molto d’avanguardia
Morgan, dietro le quinte del Concertone