In occasione del lancio del suo primo romanzo, Age Of Anxiety, in uscita il 5 novembre, Pete Townshend, chitarrista e fondatore degli Who , ha rilasciato un’intervista al Daily Mail in cui ha parlato del libro ma ha anche ragionato sui contenuti dello stesso, oltre a parlare della carriera sua e della band.
Il libro, sostanzialmente, parla di un uomo sopravvissuto agli anni Sessanta e a una vita spericolata, e che in tarda età rinuncia ai vizi e si libera dalle cattive abitudini, ma viene accusato di aver commesso qualcosa di terribile: uno stupro. C’è da dire, però, che il racconto non è autobiografico e ci ha tenuto a puntualizzarlo lo stesso artista: «Ciò che racconto non è una cosa che ho vissuto. Non sono mai stato neanche lontanamente accusato di stupro. Sì, di sesso ne ho fatto parecchio. E ho vissuto una vita abbastanza selvaggia. Ho bevuto molto. Però della mia vita ricordo ogni cosa e sono sicuro di non poter essere accusato di stupro».
Stupro no, ma problemi con la giustizia ne ha avuti, Townshend, nel corso della sua carriera, come quando nel 2003 fu arrestato dopo che sul suo computer vennero trovate foto pedopornografiche. Fu rilasciato su cauzione. Ora, però, commentando quell’episodio, dice che non tutti i mali vengono per nuocere: «Per la cronaca: quell’arresto è stata una delle cose migliori che mi siano mai capitate. Probabilmente mi ha salvato la vita. Mentre aspettavo che la polizia ispezionasse i miei computer, decisi di sottopormi a quella colonscopia che rinviavo da tempo. Il dottore mi indicò il polipo e disse: “Altri sei mesi e ti avrebbe ucciso”. Mi salvò la vita».
Oggi il musicista, che in passato rivelò di aver subito violenze sessuali quando era bambino, è impegnato nel sostengo di organizzazioni benefiche che aiutano i minori abusati: «Sostenere enti di beneficenza che si occupano delle conseguenze dell’abuso sessuale sui minori è una cosa che mi sta particolarmente a cuore». Townshend ha poi rivelato alcuni dettagli del libro, spiegando che il protagonista si chiama Louis, un commerciante d’arte colto e spiritoso, che conosce intimamente il mondo del rock’n’roll, ma che viene – appunto – accusato di abusi sessuali: «Lui è il centro morale della storia, un tipo inaffidabile ma allo stesso tempo generoso e sempre pronto ad aiutare il prossimo».
La storia sembrerebbe suggerire che l’autore creda ancora nella possibilità offerta dalle droghe di aprire alle persone nuovi modi di vedere il mondo, e che non siano, in assoluto, la rovina: «Nonostante la sua dipendenza, volevo che il mio protagonista avesse avuto a che fare con le droghe come con una medicina, se mi si passa il termine. Cioè che, oltre agli eccessi vissuti, fosse in grado allo stesso tempo di crescere bene una figlia. La cosa riguarda un sacco di miei amici famosi; molte di quelle persone che conosco e che in passato sono state messe alla gogna per il loro cattivo comportamento». Un esempio? Keith Richards, il chitarrista dei Rolling Stones: «Guarda lui. Adesso lo vedi su Instagram con i suoi splendidi bambini, che sembrano tutti adorarlo. Che c’è di sbagliato allora? Non sto facendo una battaglia per legalizzare l’eroina, bada bene, ma penso che si guardi alla cosa dalla prospettiva sbagliata. Non c’è connessione tra me e il protagonista, ma volevo che fosse allo stesso tempo sporco e pulito».
Una battuta, Townshend l’ha fatta anche sugli Who. Lui e il cantante Roger Daltrey sono gli unici membri della formazione originaria rimasti in vita, ma se dovesse morire anche lui, il chitarrista ha pronta la soluzione: «Credo che se morissi io, Roger potrebbe continuare come The Who. Sarebbe sfacciato, ma potrebbe farlo».
Di recente, in un’altra intervista lo stesso musicista britannico aveva affermato che secondo lui il rock trainato dalle chitarre è finito. Ricordiamo che il 22 novembre arriverà nei negozi un nuovo album degli Who, l’omonimo, che giungerà a ben tredici anni di distanza dall’uscita del loro ultimo Endless Wire e per il quale il cantante Roger Daltrey si è sbilanciato al punto da dire: «Penso che abbiamo composto il nostro miglior album dai tempi di Quadrophenia». Trovate ascolto e dettaglio completo nella pagina album dedicata.
