Paul Weller
Paul Weller, foto dalla pagina Facebook dell'artista

Paul Weller fa causa ai suoi ex commercialisti: “Punito per le mie critiche a Israele”

"Agisco non solo per me stesso, ma anche per evitare che altri vengano penalizzati per esprimere opinioni sui diritti del popolo palestinese"

Paul Weller ha avviato un’azione legale contro i suoi ex commercialisti Harris and Trotter, accusandoli di aver interrotto ogni collaborazione a seguito delle sue critiche pubbliche a Israele per le operazioni militari nella Striscia di Gaza. L’ex frontman dei Jam ha presentato un ricorso per discriminazione, sostenendo che lo studio abbia agito illegalmente nei suoi confronti a causa delle sue convinzioni politiche e morali, in particolare sulla definizione di genocidio a Gaza e sul riconoscimento dello Stato di Palestina.

Secondo la ricostruzione dei legali, a marzo Weller aveva ricevuto comunicazione che né i commercialisti né i consulenti fiscali dello studio avrebbero più lavorato con lui o con le sue aziende per via delle sue posizioni. In un messaggio WhatsApp citato da Sky News, un partner avrebbe scritto:

È noto quali siano le tue opinioni politiche su Israele, i Palestinesi e Gaza, ma noi come studio ci sentiamo offesi dalle affermazioni secondo cui Israele starebbe commettendo un genocidio. Tutti hanno diritto alle proprie idee, ma tu stai esprimendo posizioni così anti-israeliane che noi, uno studio con radici e numerosi partner ebraici, non siamo disposti a lavorare con chi le sostiene

Weller ha commentato:

Ho sempre denunciato le ingiustizie, dall’apartheid ai genocidi e alle pulizie etniche. Ciò che accade al popolo palestinese a Gaza è una catastrofe umanitaria. Credo che abbiano diritto all’autodeterminazione, alla dignità e alla protezione secondo il diritto internazionale, e credo che Israele stia commettendo un genocidio. Questo va denunciato. Silenziare chi dice la verità non è solo censura, è complicità. Agisco non solo per me stesso, ma anche per garantire che altri non vengano penalizzati per aver espresso opinioni sui diritti del popolo palestinese

La lettera legale precisa che ogni risarcimento sarà devoluto ad attività umanitarie a favore di Gaza. “Il caso – ha dichiarato l’avvocato Cormac McDonough dello studio Hodge Jones and Allen – evidenzia un fenomeno più ampio di tentativi di silenziare artisti e personaggi pubblici che esprimono solidarietà verso i diritti dei Palestinesi. Soprattutto nel settore musicale, stiamo assistendo a crescenti pressioni su chi manifesta sostegno alla popolazione di Gaza”.

Un clima che ha spinto, lo scorso mese, Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap ad annunciare la creazione di un sindacato informale pensato per tutelare gli artisti che esprimono pubblicamente il proprio sostegno alla causa palestinese.

Solidarietà e attivismo

Weller si inserisce nella lunga lista di artisti impegnati a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi umanitaria a Gaza. A ottobre parteciperà al Gig For Gaza presso lo storico TROXY di Londra, un evento di raccolta fondi che vedrà sul palco anche Primal Scream, Inhaler e altri. In precedenza, aveva espresso solidarietà al rapper Mo Chara dei Kneecap, recandosi alla corte di Westminster dopo il suo arresto per commenti sulla Palestina, pochi giorni prima del concerto della band a Glastonbury 2025.

Gaza e il dibattito internazionale

Dall’attacco di Hamas al Nova Music Festival del 7 ottobre 2023, che ha causato la morte di 1.195 individui e il rapimento di circa 250 tra civili e soldati, numerosi esperti di diritti umani e organismi ONU hanno indicato che le operazioni militari israeliane a Gaza potrebbero configurare un genocidio. La Corte Internazionale di Giustizia, già nel 2024, ha giudicato plausibili tali accuse.

Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dall’inizio di ottobre 2023 sono stati uccisi almeno 62.000 palestinesi. Israele respinge le accuse di genocidio e nega qualsiasi crimine di guerra, sostenendo che le operazioni militari siano atti legittimi di autodifesa.

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