La scorsa settimana Nina Kraviz ha pubblicato una lettera aperta per spiegare le ragioni del suo silenzio riguardo alla guerra in Ucraina e alla politica del Governo del suo Paese. Nel testo, la dj rivendicava, come musicista, il diritto di non supportare o far parte di alcuno schieramento politico, ma anche di non comprendere la politica e i processi che la sottendono. Rimarcando, in ultima analisi, di non ritenere giusto per queste ragioni parlarne via social.
La decisione di Kraviz ha portato ad accesi dibattiti presso tre festival estivi, ovvero il PollerWiesen di Dortmund, il The Crave de l’Aia e Movement Detroit, che hanno deciso di rimuoverla dalle rispettive line up. Scelta che attualmente non hanno preso altri grossi eventi europei come Primavera Sound, Mad Cool e il Parklife di Manchester. La decisione è stata presa «dopo un acceso dialogo che ha coinvolto tutte le parti», leggiamo in un post del PollerWiesen. Ragioni che sono anche quelle del Crave. Movement ha invece preferito non dare alcuna spiegazione.
Più esaustive le ragioni del fondatore di Clone, Serge Verschuur, che la scorsa settimana ha deciso di rescindere il contratto di distribuzione con la musicista e le label da lei amministrate. Nel suo blog, Verschuur elenca comportamenti e supposizioni che lo hanno portato a pensare a un tacito supporto dell’aggressione militare. A suo avviso, Kraviz ha «sentimenti CCCP/USSR» e usa come scuse le leggi liberticide introdotte nel suo Paese per non parlare liberamente dell’argomento. Ribadendo che la sua azienda necessita di sapere da che parte stanno gli artisti con i quali intrattiene rapporti professionali.
Non prendendo posizione Nina può continuare la sua vita e lifestyle esattamente come prima, come se nulla fosse, e questo mentre gli stupri, gli assassini e la distruzione da parte dei suoi concittadini continuano.
Serge Verschuur