Nick Cave
Nick Cave circa 2012

Nick Cave ricorda Charlie Watts: “There goes a truly great drummer”

Re Inchiostro approfitta di un paio di domande dei fan per scrivere del suo incontro con il compianto batterista degli Stones

Sempre attivo sulle colonne del suo blog personale, Nick Cave non ha mancato di omaggiare Charlie Watts, condividendo con i fan una delle sue storie autobiografiche come al solito condite con una punta di narrativa.

Rispondendo a quattro fan, Kevin, Ray, Sarah e Barbara, il songwriter ricorda di quella volta che aveva ordinato via Amazon una tuta da ginnastica per recarsi in una palestra vicino casa. Cave non è tipo da attrezzi e tapis roulant ma per prepararsi a quel tour aveva deciso diversamente. La tuta arriva di qualche taglia in meno, praticamente una misura da bambino, mentre per le scarpe da ginnastica il Bad Seeds, dimenticatosi di acquistarle, opta per un paio di sneaker bianche che invece sono piuttosto grandi. Un cappello alla pescatora a quel punto si rende necessario per nascondersi agli occhi di chi avrebbe potuto riconoscerlo.

L’allenamento in palestra va come deve andare. Il personal tranier lo mette sotto torchio e Cave una volta uscito di lì si ripromette di non tornarci mai più. Sulla strada verso casa si rende conto che è in ritardo e deve passare a prendere Susie all’aeroporto. Non c’è tempo per cambiarsi. Sarebbe arrivato lì l’avrebbe presa e nessuno si sarebbe accorto di lui. Arrivato all’aeroporto di Londra Heathrow, Cave deve fare una volata in bagno vestito esattamente com’era all’arrivo in palestra. Fa i suoi bisogni, esce e nel corridoio incrocia lo sguardo con quello del batterista dei Rolling Stones, che è vestito impeccabilmente. «Era raggiante, con l’aria di chi è profondamente in pace con se stesso, i nostri occhi s’incrociano per un secondo. Lui mi guarda e sorride, non un sorriso sgarbato ma neppure uno gentile, uno di quegli sguardi impassibili che un’animale rivolge all’altro in mezzo alla natura, di quelli che mostrano la sua completa superiorità». Quando Charlie si allontana, Cave non può far altro che pensare tra sé e sé: «eccolo lì, un vero grande batterista», che è lo stesso pensiero che ha avuto quando ha appreso dai giornali la notizia della sua scomparsa.

Cave ha recentemente detto addio al suo bar preferito al mondo, mentre lo scorso luglio ha raccontato un incredibile aneddoto riguardo al suo incontro con Nico. Ad aprile assieme a Warren Ellis ha pubblicato il singolo Grief, ispirato dalla lettera (via Red Hand Files) di una fan, nel quale i due affrontano il legame indissolubile tra lutto e amore. Una triste premonizione. Il brano è tratto dall’ultima prova firmata Cave e Ellis, Carnage, che trovate recensita su queste pagine da Tommaso Iannini. Sempre curato da quest’ultimo è il lungo monografico dedicato all’artista australiano che trovate su SA.

Tracklist

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