Nick Cave
Nick Cave, foto per la stampa di Ian Allen (2024)

Nick Cave e i problemi della cultura woke: “C’è una mancanza di perdono e misericordia nei loro metodi”

Cave ha anche chiarito perché si definisce "conservatore"

In una nuova intervista rilasciata al Guardian (via NME), Nick Cave ha criticato la cultura woke per «mancanza di perdono e misericordia» e ha discusso del fraintendimento del suo orientamento politico da parte del pubblico, dopo che nel suo libro di memorie Faith, Hope and Carnage si era definito «per temperamento conservatore».

Cave ha poi negato di essere un Tory, affermando di non aver mai votato per il partito, ma di identificarsi con la sua definizione in generale. «Il conservatorismo è una parola difficile da pronunciare in Gran Bretagna, perché la gente pensa subito ai Tory», ha esordito. «Credo che il conservatore ‘nel suo piccolo’ sia una persona che ha una comprensione fondamentale della perdita, una comprensione del fatto che abbattere qualcosa è facile, ricostruirlo è estremamente difficile».

Cave ha poi affrontato l’accusa di essere un “anti-woke”; nel 2019, infatti, il cantautore ha dichiarato di essere «contrario» alla woke culture e alla sua «mancanza di umiltà». Nell’intervista al Guardian, Cave ha chiarito che «il concetto che ci sono problemi nel mondo che dobbiamo affrontare, come la giustizia sociale, mi va benissimo».

Tuttavia, ha specificato di non essere «d’accordo con i metodi utilizzati per raggiungere questo obiettivo – come rinchiudere le persone o cancellarle».

«C’è una mancanza di misericordia, una mancanza di perdono», ha continuato. «Queste cose vanno contro ciò in cui credo fondamentalmente a livello spirituale, come ogni altra cosa. Quindi è una questione spinosa. Il problema della destra che si è impossessata di questa parola è che ha reso impossibile la discussione senza doversi unire a tutta una serie di matti che hanno dei problemi con essa».

Wild God e il film sui Birthday Party

Del nuovo album di  Nick Cave & The Bad SeedsWild God, il diciottesimo lavoro di studio senza contare Carnage, si parla già da un anno. L’annuncio dei primi dettagli è arrivato a stretto giro dal festeggiamento dei 40 anni di carriera della band.

Il primo singolo è la title track, articolata ballad di oltre cinque minuti che poggia sull’interpretazione di Cave dal titolo in perfetta linea d’immaginario fede, speranza e carneficina e dal sound all’inizio abbastanza classico. Ve ne abbiamo parlato nel post dedicato.

Se lo scorso anno è uscito nei cinema This Much I Know To Be True, il documentario sempre di Andrew Dominik dedicato alla partnership artistica tra Nick CaveWarren Ellis. Quest’anno è stato invece il turno di Mutiny In Heaven, il primo film documentario autorizzato sulla formazione art punk Birthday Party narrato dai suoi stessi componenti. La pellicola del regista vincitore del BANF World Media Award Ian White, proiettata in anteprima per l’Italia al festival Seeyousound, alterna filmati di repertorio, sia live che in studio, a interviste che sviscerano in profondità la rilevanza del gruppo all’interno delle avanguardie underground del periodo. Wim Wenders, che proprio Nick Cave & Band Seeds aveva catturato live ne Il Cielo Sopra Berlino, ne è il produttore esecutivo.

Il precedente lavoro, co-firmato Cave e Ellis, Carnage, è uscito nel 2021. La firma della recensione su queste pagine è di Tommaso Iannini, che ha inoltre curato un approfondimento di carriera dedicato all’artista australiano.

Nel frattempo, la coppia creativa non è stata con le mani in mano, avendo scritto di recente le musiche per Back to Black, mentre il solo Cave ha cantato una sua versione – in inglese – dello standard La Vie en rose per The New Look, la serie pubblicata settimanalmente da Apple TV+.

Tracklist
  • 1 Song of the Lake
  • 2 Wild God
  • 3 Frogs
  • 4 Joy
  • 5 Final Rescue Attempt
  • 6 Conversion
  • 7 Cinnamon Horses
  • 8 Long Dark Night
  • 9 O Wow O Wow (How Wonderful She Is)
  • 10 As the Waters Cover the Sea
Nick Cave & The Bad Seeds
Wild God

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