Neil Young
Neil Young, Piazzola sul Brenta, foto di Francesca Sara Cauli (2016)

Neil Young al lavoro su un nuovo album con i Chrome Hearts tra politica e emozioni

Dopo l’annullamento del tour europeo 2026 con i Chrome Hearts perché “aveva bisogno di una pausa”, Neil Young torna a farsi vivo e dal proprio sito ufficiale Neil Young Archives ha condiviso un aggiornamento che guarda oltre la politica americana e si concentra sulla musica.

In un nuovo post pubblicato lo scorso 9 marzo, il leggendario cantautore canadese ha parlato apertamente delle sue sensazioni nei confronti della situazione politica negli Stati Uniti, definendo la scena politica odierna “triste e deprimente”. “Mi sento così ferito da questo paese”, ha scritto Young, attaccando apertamente l’attuale Presidente e descrivendolo come “il peggior presidente nella storia della Nazione”, aggiungendo che “ogni giorno che passa assomiglia a un pessimo show televisivo”.

Nonostante il tono critico, Young ha spiegato di aver trovato nelle sessioni in studio con i suoi musicisti un rifugio creativo. “Ora, per fortuna, ancora una volta, sono in studio a registrare un nuovo album, sempre con i Chrome Hearts. Amo scrivere canzoni, le sensazioni che mi dà la vita e l’amore. Finora abbiamo prodotto otto nuove canzoni”.

Il nuovo progetto – realizzato con la band formata da Spooner Oldham, Micah Nelson, Corey McCormick e Anthony LoGerfo – arriva dopo la pubblicazione nel 2025 di Talkin’ to the Trees, il suo primo album con i Chrome Hearts, e dopo l’annullamento dei concerti europei previsti per quest’estate, date italiane comprese. Young aveva motivato la scelta dichiarando di dover ascoltare il proprio corpo e prendersi una pausa dalle tournée.

Young non è nuovo a esternazioni politiche contro l’attuale amministrazione americana: a gennaio ha offerto la propria musica gratis agli abitanti della Groenlandia, come gesto di solidarietà alla Nazione sotto pressione per le ripetute intimazioni di Trump di volerla annettere agli Stati Uniti, e ha scritto una lettera sempre contro il Presidente americano.

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