David Johansen, voce e anima dei New York Dolls, è morto all’età di 75 anni nella sua casa di New York City, venerdì pomeriggio, tenendo per mano la moglie Mara Hennessey e la figlia Leah. A darne notizia è stato il suo ufficio stampa, specificando che il cantante è scomparso per cause naturali, dopo una lunga battaglia durata quasi un decennio contro un cancro al quarto stadio e un tumore cerebrale. Una condizione mantenuta privata fino a gennaio 2025, quando, a seguito di una caduta che gli aveva procurato due fratture alla schiena, Johansen aveva deciso di rendere pubblico il suo stato di salute e chiedere supporto finanziario.
Nato il 9 gennaio 1950 a New York City, David Roger Johansen aveva iniziato a farsi un nome nella scena musicale locale di Staten Island prima di unirsi, nel 1971, ai New York Dolls. Due dischi, New York Dolls (1973) e Too Much Too Soon (1974), per rivoluzionare il rock: un’estetica oltraggiosa e un sound che avrebbe influenzato generazioni di artisti, dai Sex Pistols ai Kiss, passando per Aerosmith, Green Day, Talking Heads e Blondie.
Nel 2004, in un’intervista con Terry Gross riportata da COS, aveva riflettuto sul lascito della band: “Volevamo creare un’esplosione di eccitazione. Il rock era diventato pedante… Noi abbiamo dato la scossa”.
Dopo lo scioglimento della band nel 1976, Johansen aveva avviato una carriera solista con l’omonimo esordio nel 1978, seguito da In Style (1979), Here Comes the Night (1981) e Sweet Revenge (1984). Ma è negli anni ‘80 che si reinventa come Buster Poindexter, alter ego con cui esplora il pop tradizionale e il jump blues, evitando che il pubblico punk gli richiedesse i vecchi brani.
Sotto questo nome, nel 1987, pubblica la hit Hot Hot Hot, cover di Arrow che diventa un tormentone globale. In una famosa intervista del 2004, la definirà “la dannazione della mia vita”.
Parallelamente alla musica, Johansen ha avuto una prolifica carriera nel cinema, apparendo in Scrooged (1988), Let It Ride, Mr. Nanny, Freejack e, nel 2015, in A Very Murray Christmas.
Nel 2004, tornano i Dolls: fino al 2011, pubblicano tre nuovi album (One Day It Will Please Us to Remember Even This, Cause I Sez So, Dancing Backward in High Heels) e riprendono a calcare i palchi.
Negli ultimi anni, Johansen, ultimo membro vivente dei Dolls, aveva mantenuto un profilo basso, ma non aveva mai smesso di lavorare. Nel 2023, Martin Scorsese gli ha dedicato il documentario Personality Crisis: One Night Only.
L’omaggio della comunità musicale
La notizia della scomparsa di Johansen ha suscitato una serie di tributi da parte della comunità musicale, testimoniando l’impatto duraturo dei New York Dolls e della sua carriera solista.
Little Steven lo ha ricordato come “un vero originale”, sottolineando la sua voce, il suo spirito e la sua attitudine rivoluzionaria. Tom Morello ha evidenziato l’importanza dei Dolls nella storia del punk: “Senza di loro, il punk non sarebbe mai stato lo stesso. Grazie, David, per aver acceso la fiamma”.
Debbie Harry ha condiviso un ricordo personale: “Un fratello d’arte e di strada. Che viaggio incredibile hai fatto, David”, mentre Iggy Pop ha preferito un semplice ma potente “Goodbye, my friend”.
Joan Jett ha messo in luce il coraggio e l’autenticità di Johansen: “Ha cambiato la musica per sempre. Ha ispirato me e tanti altri a essere audaci, rumorosi e autentici”. Anche Michael Stipe ha voluto rendere omaggio, definendo la voce di Johansen “il suono della ribellione e della libertà”.
Morrissey ha espresso il suo dolore per la perdita, definendo Johansen “un faro di luce nel buio” e riconoscendo l’influenza dei New York Dolls sulla sua carriera. Lo scrivevamo nel nostro approfondimento di carriera, prima di formare gli Smiths, aveva fondato un fan club dedicato al gruppo e scritto una breve biografia su di loro. Steve Stevens lo ha ricordato come un artista rivoluzionario, la cui presenza scenica e stile hanno ispirato molti musicisti.
Questlove ha sottolineato l’importanza dei New York Dolls nella storia del rock e l’eredità duratura di Johansen, mentre Henry Rollins ha descritto il frontman come un pioniere che ha aperto la strada a generazioni future di artisti punk e rock. Slash ha pubblicato una foto dei Dolls, accompagnata da un messaggio che riconosce l’influenza della band sulla sua formazione musicale.
Patti Smith ha condiviso un ricordo personale di Johansen, elogiando la sua autenticità e il suo contributo alla scena musicale di New York. Billy Idol ha descritto Johansen come un’icona del rock, la cui energia e stile hanno lasciato un segno indelebile nella musica. Lenny Kaye ha ricordato le prime esibizioni dei New York Dolls, evidenziando l’impatto rivoluzionario che la band ha avuto sulla scena musicale degli anni ’70.