Morrissey. Accordo con la Sire Records, ora il nuovo album

L'ex frontman degli Smiths ha firmato con la nuova etichetta discografica, dopo cinque anni di stallo, polemiche e due album già pronti per essere pubblicati

Il fondatore degli Smiths ha siglato un nuovo contratto con la Sire Records, a tre anni di distanza da quando la sua precedente etichetta discografica, la Capitol, aveva accantonato un album di fatto già completo, e cinque anni dopo essere stato ufficialmente mollato dalla BMG. Nelle scorse ore, sul sito dell’artista è apparso un aggiornamento che mostra il logo della nuova etichetta, senza commenti aggiuntivi.

La controversia con la BMG nel 2020

Una polemica esplosa nel 2022, quando Morrissey annunciò di aver volontariamente interrotto i rapporti con la Capitol Records, nonostante pochi mesi prima la casa discografica fosse stata indicata come la label per un nuovo disco in uscita.

Già in periodo pandemia però erano emerse tensioni con la precedente etichetta, la BMG, a causa del nuovo dirigente “che non voleva un altro album del cantante”. Morrissey aveva commentato la situazione dichiarando:

Il nuovo dirigente della BMG ha annunciato nuovi piani per la ‘diversità’ nel roster degli artisti della BMG, e tutte le uscite o ristampe previste di Morrissey sono state cancellate. Questa notizia è perfettamente in linea con l’incessante e galvanico orrore del 2020.

Le polemiche sulle posizioni politiche

Allo stesso periodo risalgono anche i dissapori con Miley Cyrus, che aveva chiesto esplicitamente di rimuovere la sua voce dal brano I Am Veronica. Il motivo? Le polemiche riguardo le posizioni politiche del cantautore britannico, che pare sostenesse il partito For Britain, di estrema destra.

Queste posizioni hanno gettato un’ombra sulla band” aveva commentato l’ex Smiths Johnny Marr, pur sottolineando che Morrissey si è sempre guardato bene dal dichiararsi un artista di estrema destra.

Lo scorso anno il cantante è tornato a parlare del nuovo album in dirittura d’arrivo, Bonfire Of Teenagers, che doveva essere pubblicato da Capitol, ma che fu poi accantonato. In un messaggio sul suo sito ufficiale, Morrissey accusava Capitol Records di promuovere una cultura basata sulla censura: per lui l’etichetta avrebbe avuto l’intenzione di pubblicare il disco con il solo obiettivo di sabotarlo, e al Telegraph aveva detto:

Ogni major di Londra ha rifiutato il mio album, pur ammettendo che sia un capolavoro. Nella canzone che dà il titolo all’album non c’è nulla di offensivo, ma i dirigenti delle etichette hanno paura che il Guardian gli renda la vita un inferno se provassero a sostenere una simile consapevolezza sociale

Nuovo album in arrivo?

L’ultimo lavoro discografico di Morrissey risale al 2020, I Am Not a Dog on a Chain (la recensione su queste pagine è di Diego Ballani). Nel frattempo pare che sia pronto, oltre al già citato Bonfire Of Teenagers – che vede la partecipazione di Chad Smith, Flea e Iggy Pop – anche un secondo album, dal titolo You’re Right, It’s Time.

Le cancellazioni dei recenti concerti e le minacce di morte

A settembre, Morrissey è stato costretto a cancellare due concerti negli Stati Uniti, inizialmente previsti a Mashantucket e Boston, a seguito di minacce di morte ricevute online. Secondo quanto emerso, le autorità americane hanno individuato il responsabile in un 26enne di nome Noah Castellano. Episodio che si è aggiunto a complicare un periodo già instabile per il cantante, segnato da problemi di salute e da numerose date annullate nel corso dell’anno, contribuendo a rallentare l’attività live del 2025. Nonostante questo, Morrissey ha già in programma numerose date per il tour del 2026, e passerà anche per l’Italia in primavera.

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