Mentre Morgan è impegnato con l’album “in divenire” nato dalla collaborazione con Pasquale Panella (ne è uscito un EP, non il lavoro completo) e a processo (ce l’ha portato Bugo), Vittorio Sgarbi lancia una singolare petizione.
Attraverso Sgarbistan, la chat nata per sua stessa iniziativa che comprende – proprio come quella attivata qualche mese fa da Marco Castoldi (Conferenza stampa) – giornalisti, artisti e politici, sta raccogliendo le firme per fare della voce dei Bluvertigo il direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo.
Si sa, il quinto “mandato” Amadeus, come da contratto del 2022, dovrebbe essere stato anche l’ultimo, anche se all’indomani della scorsa edizione, visti i nuovi record d’ascolti e popolarità, si è inevitabilmente parlato di rinnovo.
Che Sgarbi faccia il tifo per Morgan non è una novità. In passato, ne aveva (provocatoriamente?) proposto la candidatura a Sindaco di Milano e, in seguito, proposto la direzione di un Dipartimento Musica all’epoca dell’elezione a sottosegretario alla Cultura.
Morgan direttore artistico del Festival di Sanremo 2025? Sarebbe perfetto, come lo sarebbe stato anche prima. Lo vedo più maturo e più filosofico quindi, finite le polemiche, ora Morgan è pronto a dare prova di una maturità oltre che musicale anche personale
Vittorio Sgarbi, Adnkronos
Morgan, dal canto suo, ha già ribattuto, affermando sulle colonne de La stampa di essere già pronto a condurre la prossima edizione della kermesse («Sono pronto. Quando si comincia?»). Va da sé che le sue possibilità di elezione siano, già in partenza, estremamente improbabili. Checché ne dica Sgarbi – che lo paragona a Mozart e Vasco Rossi – soltanto lo scorso anno Castoldi si è visto interrompere il rapporto di collaborazione con X Factor per «comportamenti incompatibili e inappropriati, tenuti anche nei confronti della produzione e durante le esibizioni dei concorrenti» ed è stato al centro di una polemica al Festival della Bellezza per aver insultato pesantemente una persona tra il pubblico («f*o*io di merda»), provocando la presa di distanza dell’organizzazione dell’evento (e le scuse dello stesso artista alla comunità LGBT+).
Anche su Change.org è partita una petizione analoga lanciata da Music Audience. Al momento in cui vi scriviamo ha raccolto 165 firme.